Storie Web martedì, Marzo 10

È come avere un ricercatore digitale che prima raccoglie le fonti e poi mette insieme la prima versione del lavoro. Una volta generato il documento, l’AI può riscrivere singole parti, rafforzare un passaggio, uniformare il tono quando il file è stato scritto da più persone oppure replicare la struttura di un documento aziendale già esistente. Il risultato è un flusso di lavoro che somiglia sempre meno alla scrittura tradizionale e sempre più a un dialogo con il software.

Come cambia Google Sheets?

Nei fogli di calcolo la rivoluzione è ancora più visibile. Sheets è sempre stato uno strumento potente ma difficile: formule, funzioni, logiche spesso riservate a chi mastica un po’ di matematica. Gemini prova a cancellare questa barriera. L’utente descrive il problema in linguaggio naturale e il sistema costruisce il foglio di lavoro, recupera i dati dai documenti e genera grafici e tabelle.

Google introduce anche una funzione chiamata Fill with Gemini che riempie automaticamente le celle. Secondo i test interni dell’azienda, per attività di inserimento dati su cento celle il processo può essere fino a nove volte più veloce rispetto alla compilazione manuale.

Sotto la superficie c’è un’altra novità importante. Sheets integra strumenti di ottimizzazione sviluppati da DeepMind e Google Research. Significa che problemi complessi — come organizzare turni di lavoro o distribuire risorse in modo efficiente — possono essere risolti con una richiesta scritta in linguaggio naturale.

Anche le presentazioni cambiano pelle.

In Slides Gemini è in grado di creare nuove slide coerenti con il design della presentazione: colori, font e struttura visiva restano allineati allo stile aziendale. L’idea è liberare l’utente dalla parte più meccanica del lavoro, quella che riguarda layout e formattazione, per lasciare spazio alla costruzione della storia da raccontare.

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