
I fedeli che sono arrivati a Roma per il Giubileo sono stati oltre 33 milioni. Al primo posto, tra i Paesi di provenienza, l’Italia e secondi gli Stati Uniti. Martedì mattina, alle 9.30, sarà Papa Leone a chiudere la Porta Santa della basilica di San Pietro con presente, insieme ai fedeli, anche il presidente della Repubblica italiana. A fare il consuntivo è stato monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione, nella conferenza stampa in Vaticano per la conclusione del Giubileo.
Questo «è stato un anno di grazia, che ha permesso a tutti di tornare a casa carichi di speranza per l’esperienza vissuta». E «non è stato un investimento a perdere, è stato piuttosto un volano che ha incrementato e svilupperà nel futuro una crescita generale, aggiungendo valore alle infrastrutture che rimangono a beneficio della città di Roma e dell’Italia», secondo Fisichella. «La dimensione spirituale che è a fondamento del Giubileo ha permesso di verificare un popolo in cammino con tanto desiderio di preghiera e conversione senza dover cedere nel trionfalismo le basiliche papali altri centri di preghiera, ad esempio la Scala Santa hanno registrato presenze mai viste in precedenza».
Mantovani: metodo Giubileo non confinato al 2025, governo lo ripropone
«È nostra intenzione non confinare al 2025 il metodo di lavoro seguìto». L’assicurazione arriva dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano nel corso della conferenza stampa nella sala stampa vaticana sul bilancio dell’evento giubilare. «A marzo 2025 l’ufficio europeo brevetti ha classificato l’Italia quinta come numero di brevetti depositati, undicesima nel mondo. Depositeremo un nuovo brevetto: il metodo Giubileo».
«Come governo – ha osservato – lo stiamo riproponendo per affrontare tante sfide irrisolte, da Caivano ad altre aree di degrado agli interventi per la messa in sicurezza e la bonifica della terra dei fuochi, l’edilizia penitenziaria, il lavoro avviato per contrastare le varie dipendenze. Io al 2033 non ci arrivo ma nel 2026 c’è l’ottavo centenario della morte di San Francesco con eventi storici come la straordinaria prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie del santo di Assisi». Nell’eredità del Giubileo «vi è un metodo civile di condivisione del lavoro nonostante il differente orientamento politico delle singole istituzioni, quello che è stato definito il metodo Giubileo. Quando come governo ci siamo insediati a fine ottobre 2022 il Giubileo esisteva sulla carta e noi ci siamo trovati di fronte a due esigenze: fare bene e fare presto. Abbiamo raccolto la sfida seguendo un metodo che rendesse efficace il gioco di squadra tra i tanti soggetti coinvolti».
Gualtieri: un anno di boom turistico per la Capitale
Il Giubileo «è stato un volano per Roma. Gli interventi erano 117 nel primo Dpcm, 110 sono completati. Il 90 per cento delle risorse del Giubileo è stato speso». Così il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri. Sono arrivati 33 milioni di pellegrini «ma non hanno tolto nulla alla capacità della città di ospitare turisti, è stato un anno di boom turistico». Le sfide future non mancheranno. Aggiunge il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca che bisogna farsi trovare pronti per il 2033 quando si terrà l’Anno santo straordinario della redenzione. «Dobbiamo cominciare una pianificazione per tempo. Ci aiuterà il metodo Giubileo, che non è un metodo di poteri straordinari ma nel quale la Pubblica amministrazione ha lavorato con serenità e ha dimostrato una grande buona volontà».