Storie Web lunedì, Gennaio 26
Giornata della Memoria, ministro Abodi: “E’ una staffetta senza fine. La conoscenza è necessaria”

La lotta all’antisemitismo è, per questo Governo, un presupposto essenziale“, così il ministro Andrea Abodi, alla conferenza stampa di presentazione delle iniziative patrocinate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per il Giorno della Memoria. Insieme al Ministro per lo Sport e i giovani, delegato per la Struttura di missione per gli anniversari nazionali, presenti anche il Presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, e il Coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo, Pasquale Angelosanto.

Il ministro Abodi, che è anche stato, insieme a tanti giovani, nei luoghi della memoria, ha parlato di “semina buona” e di una necessaria conoscenza diretta che diventa responsabilizzazione e consapevolezza di ciò che è stato per trasferirsi nel presente e garantire un futuro migliore: “Siamo appena tornati dal viaggio della Memoria con 100 ragazzi che, per il terzo anno consecutivo, hanno cercato di conoscere e comprendere il senso di quella tragedia e di assumere nuove sensibilità e consapevolezze. Questo è il contrasto all’antisemitismo che poi si allarga a tutte le forme di discriminazione.

Abodi: “Un impegno che non può che essere costante, profondo, coordinato, sinergico, quotidiano”

Il ministro ha poi spiegato: “La Giornata della Memoria rappresenta per la Presidenza del Consiglio e per tutte le istituzioni coinvolte, un impegno che non può che essere costante, profondo, coordinato, sinergico, quotidiano. Quello che la cronaca ci rappresenta sistematicamente è un’esigenza di alfabetizzazione continua. La cronaca di questi anni dimostra come il tema antisemitismo non sia ancora stato metabolizzato”. E ancora: “Ottantuno anni fa andò in scena il punto più basso dell’umanità, che non è e non deve essere confuso con altre tragedie e non ci devono essere confusione sui termini“. 

Dare un senso e un valore alle sofferenze, dell’altro secolo, di milioni di persone

Evidentemente la Storiache lascia dolorosi segni ogni giorno, non soltanto per ciò che abbiamo perduto, ma per chi è sopravvissuto e comunque per tutti gli effetti collegatisembra non aver ancora insegnato definitivamente. Credo che questo rappresenti per noi un motivo di impegno ulteriore, con tutte le sue motivazioni. Occorre – ha continuato il ministro – dare ogni contributo che non può che essere interdisciplinare, perché vede il coinvolgimento di tanti ambienti, di tante realtà socialmente rilevanti. Noi abbiamo dato all’antisemitismo un significato ancora più strutturato perché avvertiamo l’esigenza di dare un senso e un valore alle sofferenze, dell’altro secolo, di milioni di persone che evidentemente ancora non hanno insegnato definitivamente il rispetto nei confronti della vita e di ciò che è successo“. 

“Ghali, ospite della Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici?” “La scelta degli artisti è per la performance”

Alla domanda se fosse d’accordo sulla presenza di Ghali (dichiaratamente pro-Palestina) ai Giochi di Milano-Cortina, il ministro Abodi ha risposto: “Le caratteristiche della cerimonia di apertura delle Olimpiadi sono centrate sul rispetto. Questo azzera i rischi di libera interpretazione. La scelta degli artisti si associa anche alla scelta delle performance, sicuramente su quel palcoscenico, al di là del vissuto di ogni artista, non ci saranno equivoci sull’indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico“. 

Di Segni du Ghali: “Fiduciosa che capirà cosa deve fare”

Sul tema, Noemi Di Segni, presidente dell’Ucei, ha chiarito: “È chiaro che spero che Ghali abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee a guida sul ruolo che deve svolgere. Quindi sono fiduciosa che capirà cosa deve fare in quel contesto e in quel momento“. 

La Presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, ha parlato anche di un percorso di memoria che passa attraverso la scrittura, intesa come fonti, testimonianze, diari, racconti dei 7 testimoni viventi in Italia, letteratura e poesia, ma anche come non detto o distorsione della realtà.

“Non raccontare solo il male subito, ma diffondere la cultura di un popolo”

Non di deve raccontare solo il male”, ha sottolineato la Di Segni, “Ma anche diffondere conoscenza della cultura e dei luoghi di accoglienza oltre che di deportazione”. La Presidente ha sottolineato come sia difficile far capire ai giovani il significato profondo di alcune parole, soprattutto “genocidio” e ha sottolineato la necessità di una attuazione strategia, concreta e fattiva. “Da 2 anni, dopo il 7 ottobre, abbiamo capito quanto il lavoro sulla memoria sia diventato una sfida ancora più ardua con ancora più punti interrogativi”, ha specificato la Presidente.

Antisemitismo, un fenomeno in recente crescita

Stando ai dati, il generale Pasquale Angelosanto, coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo, ha spiegato, purtroppo il fenomeno dell’antisemitismo sembra ri-esploso:

segnalazioni atti di antisemitismo (uff stampa)

Il generale Angelosanto ha spiegato che le aggressioni fisiche sono cresciute da 1, nel 2023, a 16 nel 2025 e la strategia per contrastare il fenomeno si basa sulla prevenzione.

A novembre scorso il Parlamento ha approvato una legge che prevede uno stanziamento di 300 mila euro per la realizzazione della Mappa della Memoria, attraverso ricerche storiche e l’iniziativa della mostra documentale ricordo della Shoah, organizzato e promosso dalla prefettura di Taranto, dal Dipartimento delle Libertà civile per l’immigrazione che verrà presentata dopodomani. Un aspetto fondamentale di tutta la strategia è proprio quella della conoscenza. Cioè: diffondere il più possibile, quindi in chiave di prevenzione, la conoscenza di quella che è la cultura ebraica“, sono state le parole del Coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo.

segnalazioni atti di antisemitismo (uff stampa)

La strategia nazionale contro l’antisemitismo è la bussola che orienta tutte le attività“, ha spiegato il Coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo, e ricordato che la strategia, che coinvolge tutte le amministrazioni dello Stato, oltre a numerosi enti pubblici e privati, era stata presentata in Consiglio dei Ministri il 19 febbraio 2025 e che, a un anno dall’avvio, “su 68 azioni previste, 25 verranno sviluppate nel breve e medio periodo, circa un terzo del totale: un risultato molto importante per un solo anno di lavoro“. Il Generale ha poi spiegato che uno dei pilastri per la strategia di prevenzione del fenomeno è l’analisi del contesto: “La prima direttrice strategica è lo scenario, cioè capire quale sia il fenomeno e quale sia il contesto italiano in cui si colloca, dentro un quadro internazionale più ampio“. 

Dai dati emerge una crescita costante del fenomeno: “Le rilevazioni mostrano un andamento progressivo dell’antisemitismo negli ultimi anni, con un ‘nocciolo duro’ di adesioni impermeabile a qualsiasi forma di prevenzione“. In particolare, dopo il 7 ottobre,si è registrata un’impennata significativa“. “Nel 2024 abbiamo già superato i dati dell’anno precedente – ha concluso – e il CDEC (il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) registra circa 960 episodi, segno che il fenomeno è in aumento costante”.

segnalazioni atti di antisemitismo (uff stampa)

Tantissimi gli eventi commemorativi e culturali, come mostre, conferenze e viaggi commemorativi, come la visita virtuale ai campi di sterminio di Auschwitz, che hanno richiesto il patrocinio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Giornata della Memoria 2026. 

Diversi enti, tra cui il Ministero per lo Sport e i Giovani, il MAECI e il MIM, hanno richiesto il patrocinio per eventi commemorativi. Evidenti, in molte iniziative, le collaborazioni con istituzioni come l’UCEI e il MEIS. 

Le scuole partecipano attivamente con corsi, concorsi e visite guidate online e iniziative educative che mirano a sensibilizzare gli studenti sulla Shoah e le sue conseguenze, come le proiezioni di film come “La vita è bella” e “Schindler’s List” o la lettura di testi o discussioni per coinvolgere i giovani verso la memoria storica.

Da sottolineare anche le testimonianze, previste in diversi istituti, di figure chiave come Nando Tagliacozzo e Liliana Segre.

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