Storie Web sabato, Luglio 13
Notiziario



backstair / Gioventù Meloniana: inchiesta su giovani di FdI



10 Luglio 2024



13:47

“Penso che lei come persona, anche molto intelligente, abbia riconosciuto che la sua prima reazione fosse completamente sbagliata”: lo ha detto Liliana Segre parlando di Giorgia Meloni e dei primi commenti all’inchiesta di Fanpage sulla giovanile del suo partito.

Giorgia Meloni ha riconosciuto di aver sbagliato su Fanpage.it, quando come prima reazione ha parlato di “metodi da regime”. Ne è sicura Liliana Segre, la senatrice a vita sopravvissuta ad Auschwitz, che in un’intervista con il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha parlato anche dell’inchiesta Gioventù Meloniana, sul movimento giovanile di Fratelli d’Italia. “Io sono molto contenta che la nostra presidente del Consiglio si sia decisa finalmente ad intervenire. Penso che lei come persona, anche molto intelligente, abbia riconosciuto che la sua prima reazione fosse completamente sbagliata“, ha detto. Rispondendo alla domanda del giornalista che sottolineava come Meloni avesse attaccato Fanpage.it invece di concentrarsi su quanto emerso dall’inchiesta sotto copertura Segre ha risposto sottolineando che “poi, a quanto pare, si è resa conto che, indignandosi per l’inchiesta giornalistica in sé e non per il marcio scoperto, aveva dato l’impressione di preferire tenere segreto tutto questo e non toccarlo“.

Entrando poi nel merito – sugli insulti razzisti e antisemiti, così come sui saluti fascisti e gli inni al nazismo – Segre ha detto di non essere rimasta sorpresa: “Mi ha abbattuto ma non meravigliato. L’antisemitismo negli ultimi decenni è stato sempre latente. La gente si è solo vergognata di mostrarlo. Oggi non si vergognano più. E rattrista sapere che nel caso della Gioventù nazionale si tratti di giovani“.

Parlando poi di come la destra di governo si rapporti al suo passato, la senatrice ha aggiunto: “A un certo punto, la destra italiana sotto la guida di Gianfranco Fini ha raggiunto un risultato quasi inimmaginabile e ha condannato il fascismo in modo così netto che le frange più nostalgiche hanno abbandonato il partito. Ma poi Fini è caduto in disgrazia, dando l’impressione di un ritorno al passato. Non era nulla di ufficiale, ma il messaggio si è diffuso dai vertici del partito fino alla base: dobbiamo presentare un’immagine moderna e rassicurante, ma non rinnegheremo nulla di ciò che siamo stati“.

Infine, tornando a parlare dell’inchiesta, Segre ha concluso: “La ricerca di Fanpage ha dimostrato quali siano gli effetti della mancata rottura di questa continuità. Al partito è stato chiesto più volte di dichiarare il proprio impegno nell’antifascismo e di rimuovere il tricolore del Msi dal proprio stemma“.

Condividere.
© 2024 Mahalsa Italia. Tutti i diritti riservati.