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Notiziario

Addio a Rombo di Tuono. Addio a Gigi Riva. Addio ad una delle leggende del calcio italiano, che oggi piange uno dei suoi simboli più grandi e più amati. Se ne è andato nella “sua” Cagliari, la città che lo ha adottato e che lo ha fatto diventare mito, leggenda, prima che un grande campione. E’ scomparso all’età di 79 anni. Pur non essendo nato in Sardegna, ma nel nord a Leggiuno in provincia di Varese, Riva ha legato la sua carriera da calciatore e la sua vita al Cagliari e alla Sardegna. Idolo indiscusso e simbolo di un popolo orgoglioso, a cui ha regalato il primo, e tuttora unico, Scudetto conquistato dalla compagine rossoblù nel 1970.

E il Cagliari così lo ricorda:

Ma sono in tanti a voler onorare e celebrare Gigi Riva, un campione, un gentiluomo del calcio, un esempio da seguire. Il ricordo del Presidente Sergio Mattarella:

Via social anche il pensiero di Gigi Buffon, portiere della Nazionale, che ricorda commosso il grande campione scomparso oggi:

Il ricordo di Giovanni Malagó, presidente del Coni: “Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di un uomo straordinario, incredibile campione in campo e fuoriclasse di eccezionale carisma nelle vesti di dirigente, un esempio di classe e capacità che ha dato voce al senso di appartenenza per il suo Paese. É stato il simbolo del Cagliari, di una Regione, della Nazionale e di tutto il calcio azzurro. Ricordo con emozione il momento della consegna del Collare d’oro, la massima onorificenza del nostro movimento, in campo, tra gli applausi infiniti della sua gente, di quel popolo che ha sempre onorato. Rimaniamo orfani di un mito che ci ha reso orgogliosi di essere italiani”.

Archivio storico La Presse

Gigi Riva

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, a Tg2Post commentando la triste scomparsa: “Gigi Riva è stato e sarà un monumento nazionale, una icona e un riferimento di tantissime generazioni. E’ stato un uomo che ha portato la sua isola nel cuore ed ha dimostrato di essere un grandissimo uomo. Ha donato la sua vita sportiva sentendosi l’orgoglio di appartenere alla maglia azzurra. Vestendo la maglia azzurra. Questi grandi campioni e protagonisti del calcio e dello sport tramandano questi valori. I ragazzi sanno chi è Gigi Riva, quello che ha rappresentato e rappresenterà. Noi sappiamo che quel piccolo seme resterà nelle coscienze di giovani atleti”.

Gigi Riva 18/07/2006 LaPresse

Gigi Riva 18/07/2006

E ancora. Giancarlo De Sisti si commuove nel ricordare non solo il compagno di squadra ma anche l’amico: “Questa sorta di dio greco che per molti di noi, non soltanto per i ragazzini dell’epoca, era un mito. E’ stato un eroe per la nostra generazione, sapevi che avevi un compagno al quale davi la palla e c’erano altissime possibilità che avrebbe fatto gol. Provo una tristezza infinita, è un grossa perdita, per me anche di un grande amico”.

“Io perdo un fratello, abbiamo passato tanti anni insieme, dormivamo insieme con il Cagliari e con la Nazionale, perdo una persona che è stata importante per me. Ancora oggi ci sentivamo al telefono e lo sentivo bene, non sapevo avesse problemi di cuore”. La commozione di Enrico Albertosi che con Gigi Riva vinse lo scudetto del Cagliari e condivise l’esperienza di Messico ’70. 

Dino Zoff:A Gigi mi legano tante cose, abbiamo fatto il servizio militare assieme – sottolinea il portiere e ct azzurro – poi vincemmo gli Europei del 1968 e abbiamo continuato con le altre nazionali, fino al 2000 quando io ero il ct e lui era dirigente. Avevamo un grande rapporto, era impossibile non essergli amico. Per me eradavvero un amico – dice ancora l’ex portiere azzurro –. Lui, come me, non era uno molto aperto ma era chiaro e sapevi sempre con chi avevi a che fare. Era una persona squisita”.

Roberto Boninsegna lo ricorda come un uomo speciale: “Quando sono arrivato a Cagliari lui era lì e ho dormito con lui in camera assieme. Sono stati anni bellissimi. Non avendo la macchina, vivevamo assieme. Mi scorrazzava ovunque. Eravamo amiconi e lo eravamo tutt’ora. Poi quanto c’è stato da scegliere, lui ha rifiutato la Juve. Ma io l’Inter l’ho accettato perché ero tifoso da bambino. Per lui la Sardegna era tutto”, conclude.

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