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Notiziario

Ghali, Sanremo 2024, LaPresse

C’era bisogno di Ghali al Festival di Sanremo 2024, più di quanto ci aspettassimo nelle prime battute. Il rapper di Baggio è una delle note positive dell’ultima kermesse, ma non è la classifica finale o il suo ingresso nella cinquina ad aver determinato quanto di buono è stato espresso sulla sua musica e attorno alle sue parole. Sì, perché l’arrivo di Ghali al Festival di Sanremo 2024 è stato inizialmente salutato con un po’ di diffidenza, soprattutto a causa di un progetto come Pizza Kebab vol.1, che non ha fatto breccia inizialmente nelle fantasie dei suoi fan, men che meno del pubblico generalista. Poi l’annuncio di Casa Mia, l’esordio al Festival di Sanremo e la presenza di Rich Ciolino, l’alieno che ha accompagnato la comunicazione di Ghali fino alla fine della kermesse.

Ghali non è stato uno spettatore della kermesse, anzi: il cantante di origine tunisine ha mostrato la sua natura su uno dei palchi più difficili, con lo sguardo addosso dell’Italia intera, attenta alle sue parole, che non sono mancate. Sì, perché se Casa Mia aveva lanciato il primo messaggio sulla violenza e sui morti nel Mediterraneo e in Medio Oriente, il momento di massima unione tra la musica e il messaggio che cerca di mandare da anni Ghali si è raggiunto nella quarta serata del Festival, quella dedicata alle cover. Il cantante di Baggio, quartiere di Milano, ma anche con origini tunisine, ha portato alcune delle sue sfaccettature musicali sul palco di Sanremo.

Il medley con Ratchopper infatti, ha visto il rapper esibirsi prima con Bayna, singolo contenuto nel progetto Sensazione Ultra, una dedica alla sua Tunisia. I primi versi in arabo della canzone sono diventati il punto focale dell’esibizione: solo altri due artisti avevano cantato in arabo nella storia del Festival, ovvero il vincitore del 2019 Mahmood con la sua Soldi, ma facendo un passo indietro ritorniamo al 2001, a Pioverà di Peppino Di Capri. Con l’intermezzo di Cara Italia del 2018, Ghali conclude la sua esibizione con Italiano di Toto Cotugno, prematuramente scomparso lo scorso 22 agosto. Il simbolico dualismo tra la prima strofa in arabo di Bayna e la ripetizione dell’espressione “Italiano Vero” al termine della sua esibizione, sembrano raccontare Ghali più di quanto abbia fatto finora nella sua discografia.

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A questo si lega anche il messaggio politico, con Bayna che è anche il nome della rescue boat donata nel 2022 dal rapper alla ONG Mediterranea Rescue. Agli occhi del pubblico, la sua esibizione, che si classificherà al quarto posto, sarà tra le favorite, aprendo anche una mini-discussione sulla possibilità di un suo ruolo da vincitore del Festival di Sanremo, dietro i più quotati Angelina Mango e Geolier. Ma la competizione è sembrata non pesare al cantante, che proprio nella serata finale, dopo aver ringraziato “Baggio, il mio quartiere e mia mamma“, si è fatto suggerire da Rich Ciolino l’ultimo messaggio da mandare sul palco di Sanremo: “Stop al genocidio“.

Il video della sua ultima esibizione era stato inizialmente tagliato su RaiPlay, prima di esser caricato 40 minuti più tardi in maniera integrale. Ma non è l’unica anomalia vissuta sul palco di Sanremo dal cantante, che anche dopo la fine del Festival ha dovuto chiarire le sue parole, soprattutto dopo l’attacco da parte di Alon Bar, ambasciatore israeliano a Roma: “Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile“. L’attenzione attorno alla sua esibizione, ma soprattutto un messaggio che ha costretto l’Ad Rai Roberto Sergio a un comunicato durante la trasmissione di Mara Venier che ospitava Ghali, racconta meglio di tutto ciò l’autore di Baggio ha scatenato nell’opinione pubblica.

Ghali, nel frattempo, sarà uno degli ospiti di Che Tempo Che Fa il prossimo 18 febbraio. Perché se il palco di Sanremo gli ha dato la possibilità di aprire una discussione politica in una kermesse nazionale dall’ampio raggio di pubblico, il messaggio trasmesso durante lo spettacolo di Mara Venier dà il senso dell’operazione musicale di Ghali: “Ma per cosa altro avrei dovuto usare questo palco? Io sono un musicista prima di salire su questo palco: ho sempre parlato di questo fin da quando sono bambino. È da quando ho 13-14 anni che parlo di quello che sta succedendo, nelle mie canzoni. Sono nato grazie ad internet e non è dal 7 ottobre che ne parlo, questa cosa va avanti già da un po’“. Ancora alla ricerca di una destinazione musicale, il Festival di Sanremo 2024 ha certificato la direzione di Ghali: non una sorpresa, ma la certezza di quanto il palco di Sanremo non abbia cambiato Ghali. Il risultato migliore è aver instillato il dubbio nel pubblico che è il palco di Sanremo ad esser cambiato per Ghali.

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