Le restrizioni all’accesso umanitario pesano sui servizi essenziali. L’agenzia per i rifugiati palestinesi lancia l’allarme: «I bisogni superano quanto attualmente fornito»
A Gaza, le condizioni di vita e umanitarie dei bambini sono «incredibilmente dure». A lanciare l’appello è L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa).
Le restrizioni all’accesso umanitario
«La situazione umanitaria in tutta Gaza rimane disastrosa – afferma l’agenzia in una nota – aggravata dalle restrizioni all’accesso umanitario. Garantire loro il diritto all’istruzione non è solo un’opzione, ma una necessità assoluta per aiutarli a superare le tragedie della guerra e a costruire il loro futuro». La Unrwa ha dichiarato di continuare a fornire servizi essenziali agli sfollati, tra cui assistenza sanitaria, istruzione, alloggio, assistenza alimentare e servizi di protezione, attraverso la sua rete e la sua estesa presenza sul campo. Tuttavia, «l’entità dei bisogni supera di gran lunga quanto attualmente fornito», afferma, ribadendo la richiesta di revocare le restrizioni israeliane all’accesso umanitario. Secondo l’Unicef, i bambini rappresentano circa la metà dei quasi due milioni di sfollati di Gaza, costretti ad abbandonare le proprie case in cerca di sicurezza e riparo altrove nella Striscia dall’inizio dell’operazione militare israeliana in ottobre. Di questi, circa 17.000 sono rimasti orfani.