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Conflitto Israelo-Palestinese

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Conflitto Israelo-Palestinese

Almeno 13 persone sono state uccise e molte altre ferite da bombardamenti israeliani, aerei e di artiglieria, lanciati ieri sera sulla città di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Wafa, spiegando che i raid hanno colpito edifici residenziali di tre quartieri, oltre alle vicinanze degli ospedali Nasser e Al-Amal. Poco prima il ministero della Salute palestinese aveva comunicato un bilancio di 158 morti nelle ultime 24 ore. Dal 7 ottobre sono almeno 24.285 le persone uccise dall’offensiva di Tel Aviv. Secondo l’agenzia ONU Ocha sono invece circa 1200 gli israeliani morti nello stesso periodo, tra i quali 191 soldati impegnati nell’invasione della Striscia di Gaza.

Netanyahu: “La guerra potrebbe protrarsi nel 2025”

Nel frattempo ieri, poco dopo l’annuncio dell’accordo da parte del Qatar, anche l’ufficio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato l’intesa per l’invio di farmaci agli ostaggi, prigionieri di Hamas a Gaza. Netanyahu ha espresso “apprezzamento per tutti coloro che hanno aiutato in questo processo” e ha garantito che Israele verificherà che i farmaci arrivino a destinazione. Il primo ministro tuttavia ha anche aggiunto che “la guerra contro Hamas potrebbe protrarsi anche nel 2025. Siamo decisi a ristabilire i kibbutz e le comunità nella zona cuscinetto con Gaza, e garantirvi una crescita e un benessere ben maggiori di quelli precedenti al conflitto”, ha concluso Netanyahu.

WFP: “A Gaza si rischia di morire di fame a pochi chilometri dai camion pieni di cibo”

In questo quadro continuano gli appelli delle agenzie ONU affinché cessino le ostilità. La popolazione di Gaza, secondo il direttore esecutivo del WFP (World Food Programme), “rischia di morire di fame a pochi chilometri dai camion pieni di cibo. Ogni ora persa mette a rischio innumerevoli vite. Possiamo tenere a bada la carestia, ma solo se riusciamo a fornire forniture sufficienti e ad avere accesso sicuro a tutti coloro che ne hanno bisogno, ovunque si trovino”. L’ultimo rapporto IPC (Integrated Food Security and Nutrition Phase Classification) ha confermato che l’intera popolazione di Gaza si trova in “ai livelli peggiori di insicurezza alimentare acuta”.

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UNICEF: “Bambini rischiano di morire a causa di malnutrizione e malattie”

Anche i vertici dell’UNICEF e dell’OMS hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sollecitando l’apertura di nuove rotte di ingresso degli aiuti, consentendo ogni giorno più controlli alle frontiere delle merci, allentando le restrizioni alla circolazione degli operatori umanitari e garantendo la sicurezza delle persone che accedono. Due giorni fa il Direttore esecutivo dell’UNICEF ha affermato che “i bambini sono ad alto rischio di morire a causa di malnutrizione e malattie ed hanno disperatamente bisogno di cure mediche, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, ma le condizioni sul campo non ci consentono di raggiungere in sicurezza minori e famiglie”.

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