
Una ‘tempesta perfetta’ si è scatenata sul gas in Europa nell’ultima settimana, tra il ‘generale inverno’, la minaccia di un attacco in Iran e le manutenzioni di alcuni siti produttivi in Norvegia.
gasdotto ucraino di Uzhorod (getty)
Balene in Norvegia (GettyImages)
I contratti future sul mese di febbraio sono partiti ieri con il vento in poppa sulla piazza Ttf di Amsterdam, infrangendo la soglia dei 34 euro, per poi sfiorare i 37 euro in chiusura, con un rialzo dell”11,22% a 36,88 euro, sui massimi dallo scorso mese di luglio e in crescita di oltre il 27% dall’inizio dell’anno.
Wall Street, sede della borsa di New York (GettyImages)
L’aria polare sull’Europa scatena gli acquisti di gas
A scatenare la corsa agli acquisti il gelo, con l’aria polare che ha raggiunto l’Europa Occidentale da capodanno fino a dopo l’Epifania e che, dopo una tregua negli ultimi giorni, dovrebbe ritornare a fine mese. Poi c’è l’incognita dell’Iran.
Piazza Affari, la Borsa di Milano (Getty)
Le incognite geopolitiche, i gasdotti
Con un possibile attacco degli Usa per sostenere la rivolta contro il regime degli ayatollah si teme il rischio di una chiusura del gasdotto che collega il paese alla Turchia, uno degli snodi meridionali del gas in Europa. Da Kipoi, al confine tra Grecia e Turchia, parte infatti il Tap, che trasporta a Melendugno (Lecce) il gas proveniente dall’Azerbaijan.
Nessuna ripercussione sull’Italia
Da escludere ripercussioni sulle forniture italiane, come ha sottolineato lo scorso 13 gennaio l’amministratore delegato di A2a Renato Mazzoncini, ricordando che “il 40% del Gnl che arriva in Italia è di provenienza Usa” e che la gran parte dei flussi di gas arrivano “dall’Algeria e dall’Azerbaijan”. Sotto osservazione poi ci sono le scorte, scese in Europa al 51% a 592,73 contro una media quinquennale del 67% e i 736,24 TWh di un anno fa. Fa meglio l’Italia – dati di ieri, venerdì – che si attesta al 66,4% a 135 TWh, poco sotto i 144,25 TWh del 14 gennaio del 2024.
Libia, il gasdotto Greenstream (Ansa)