Storie Web sabato, Gennaio 17
Garante Privacy: si dimette Guido Scorza, componente dell’Authority

Si è dimesso Guido Scorza, componente del Garante della Privacy. L’annuncio è arrivato con un video su Instagram e con un lungo post sul suo sito. «Nessuna responsabilità sulle contestazioni – ha scritto – ma al Garante serve credibilità».

Un video e un lunghissimo post per l’annuncio del passo indietro

«Ho appena trasmesso al presidente e al segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali le mie dimissioni irrevocabili da componente del Collegio», ha scritto su Instagram annunciando un video per spiegare le ragioni della scelta. «Ho deciso di fare un passo indietro. Credo si tratti di una decisione giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzione anche se, permettetemi di pensarlo, non posso che ritenerla ingiusta nella sostanza e nelle modalità che mi hanno portato ad assumerla», ha scritto sul suo sito personale Guido Scorza. «Non ho nessuna remora né imbarazzo nel confessare che è stata una delle decisioni più sofferte della mia vita», ha aggiunto Scorza. Lascio, ha sottolineato, «una missione alla quale ho dedicato ogni giorno degli ultimi cinque anni, «un incarico che avevo sognato da quando, trent’anni fa, incontrai, per la prima volta, Stefano Rodotà e Giovanni Buttarelli che stavano lavorando a quella che sarebbe diventata la prima legge italiana sulla protezione dei dati personali. Lascio – e vengo alle motivazioni di una scelta tanto sofferta – principalmente, per rispetto del loro sogno, quello di Stefano e di Giovanni ma anche delle tante donne e dei tanti uomini che con loro hanno dato vita a quello che sarebbe poi diventato il Garante per la protezione dei dati personali».

Si è dimesso Guido Scorza, componente del Garante Privacy

Indagato per peculato e corruzione

Insieme agli altri componenti dell’Autorità, Scorza è indagato per peculato e corruzione dalla Procura di Roma nell’ambito di un’inchiesta nata dopo alcuni servizi di Report. L’indagine coinvolge quattro membri del collegio dell’Autorità Garante della Privacy, compreso il presidente Pasquale Stanzione. Il fascicolo è coordinato dall’aggiunto, Giuseppe De Falco. Gli inquirenti parlano di «condotta disinvolta», non solo nella gestione dei soldi pubblici ma anche delle auto blu. La procura ipotizza inoltre sanzioni leggere sulla base di relazioni personali con le aziende. Al centro della vicenda la sanzione da 44 milioni di euro a Meta e una multa per Ita Airways.

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