Storie Web domenica, Gennaio 18
Frenata sulle pensioni, il Pd: «Giorgetti si dimetta o venga in Parlamento». La Lega: «Colpa dei tecnici Mef»

La decisione di far saltare l’intero pacchetto previdenziale presentato mercoledì dal Governo nell’emendamento alla legge di bilancio, e in particolare il muro eretto dalla Lega contro tutto l’impianto costruito al ministero dell’Economia, gestito dall’esponente del Carroccio Giancarlo Giorgetti, spinge ora il Pd a chiedere un passo indietro dello stesso responsabile del Mef. Intervenuto in aula a palazzo madama, il capogruppo Dem in Senato Francesco Boccia ha attaccato: «Il ministro dell’Economia è stato completamente smentito dal suo stesso partito. Chiediamo che il ministro dell’Economia venga immediatamente in Parlamento: se non è più in grado» di fare il ministro dell’Economia «rassegni le dimissioni, se è ancora in grado venga in commissione e ci dica come si va avanti perché la commissione è in gravissimo ritardo e in queste condizioni sarà difficilissimo essere in Aula lunedì mattina».

Romeo: «Ho chiamato Giorgetti, anche lui contrario alla stretta sulle pensioni»

La Lega getta acqua sul fuoco. «Nessuno scontro interno alla Lega», ha voluto chiarire il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. «Io ho chiamato il ministro Giorgetti e anche lui sosteneva la tesi che fosse possibile utilizzare fondi alternativi alla stretta sulle pensioni, incluso l’intervento sulle finestre. I tecnici del Mef e la Ragioneria invece – ha poi aggiunto – insistevano sulle pensioni e questa cosa andava avanti da ore. Allora abbiamo deciso di cancellare quelle misure, facendo un emendamento più light».

Ok all’emendamento sull’oro di Bankitalia

Intanto è giunto il via libera in commissione Bilancio del Senato all’emendamento alla manovra sull’oro di Banca d’Italia. Lo ha riferito il senatore della Lega e relatore Claudio Borghi. «È un momento molto importante, è una mia battaglia di 11 anni. Penso che sia una delle cose più importanti di questa manovra. Riaffermare il principio» che appartiene al popolo italiano «ci riporta nella normalità».

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