Nella notte l’Assemblea Nazionale francese ha compiuto un passo decisivo verso una riforma radicale del mondo digitale: l’approvazione di un disegno di legge che vieta l’accesso ai social media ai minori di 15 anni.
Il provvedimento, sostenuto con vigore dal governo, è passato con 130 voti a favore e soli 21 contrari, segnando un punto a favore della linea del presidente Emmanuel Macron, che ha salutato il voto come un “passo importante” per la salute dei giovani cittadini.
Secondo uno dei principali promotori del provvedimento, l’ex premier Gabriel Attal, il testo di legge dovrebbe poi passare al Senato a “metà febbraio”, per un’entrata in vigore dal “primo settembre”. La Francia diventerebbe così il primo Paese europeo e il secondo al mondo a dotarsi di una legislazione restrittiva per i minori, dopo l’Australia, che ha già vietato l’uso dei social agli under 16 da inizio dicembre 2025.
Il Senato francese (Ansa)
27/01/2026
Il nodo del Senato e della fattibilità
Dopo il successo alla Camera bassa, il testo si sposta ora al Senato. Sebbene il clima politico francese sia spesso frammentato, ci sono diversi elementi che suggeriscono una possibile conferma del voto, seppur con potenziali modifiche tecniche. Il tema della protezione dell’infanzia e della lotta al cyberbullismo è uno dei pochi che riesce a unire schieramenti opposti. La larga maggioranza ottenuta all’Assemblea Nazionale indica che il Senato, tradizionalmente più conservatore ma attento ai temi della sicurezza sociale, potrebbe accogliere favorevolmente lo spirito della legge.
Il vero scoglio per i senatori non sarà l’obiettivo morale, bensì la fattibilità tecnica.
Come potranno i social media verificare l’età senza violare la privacy o creare database di documenti d’identità potenzialmente vulnerabili? È probabile che il Senato richieda emendamenti per specificare meglio le sanzioni alle aziende tecnologiche e le modalità di verifica del consenso parentale.
Adolescenti sui social network (PX)
La spinta dell’Eliseo
La scelta di vietare i social ai minori di 15 anni è una priorità dichiarata di Macron, dunque il governo eserciterà una forte pressione politica per una rapida adozione definitiva. Il Senato francese tende a non bloccare riforme di tale portata simbolica se supportate da un consenso pubblico evidente sulla tutela dei minori.
Lo scontro futuro
La Francia si candida dunque a fare da apripista nel panorama europeo. Se il Senato darà il via libera definitivo, Parigi lancerà una sfida diretta ai colossi della Silicon Valley, aprendo uno scontro che potrebbe presto coinvolgere anche Bruxelles e gli altri Stati membri dell’Unione Europea.
social, web (pixabay)
Il precedente australiano
Nel dicembre scorso, l’Australia ha inaugurato il primo divieto mondiale all’uso dei social media per i minori di 16 anni. La legge impone a piattaforme come TikTok e Instagram di rimuovere i profili degli under 16, ma i test sui sistemi di verifica dell’età hanno mostrato diverse falle, tra errori di riconoscimento facciale e facilità di aggiramento tramite VPN o identità false.
Nonostante il forte sostegno pubblico, alimentato dalla volontà di proteggere i più giovani, molti esperti avvertono che una soglia d’età rigida potrebbe essere controproducente. Il rischio è che i ragazzi si spostino verso spazi digitali meno regolamentati e quindi più pericolosi. Il governo australiano difende il provvedimento definendolo un “esperimento collettivo” necessario, mentre diversi altri Paesi anche europei valutano l’adozione di legislazioni simili. La sfida resta quella di bilanciare la tutela dei minori con la complessità tecnologica e la necessità di un’educazione digitale che vada oltre il semplice divieto.
social, web (pixabay)