Storie Web mercoledì, Giugno 10

ROMA – Le autorità di gestione dei fondi europei hanno ricevuto comunicazione ufficiale in vista di una possibile nuova tranche di riprogrammazione, con cui finanziare misure contro la crisi energetica.

Entra nel vivo così una partita che non si preannuncia semplice, con diverse Regioni che non nascondono dubbi sull’operazione.

Per due motivi, principalmente. In considerazione del limitato livello di risorse della programmazione 2021-2027 a tutti gli effetti libere da impegni giuridicamente vincolanti. E in ragione del fatto che, a differenza della precedente rimodulazione approvata dalla Commissione a marzo in coincidenza con il riesame intermedio, anch’essa facoltativa, stavolta le Regioni non hanno incentivi.

La mid term review infatti, con quasi 7,1 miliardi di euro riprogrammati dall’Italia sulle varie priorità fissate dalla Commissione (su un totale europeo di 34,6 miliardi), aveva trovato un propellente importante nei vantaggi che le Regioni avevano a disposizione sui progetti coinvolti, ad esempio cofinanziamento al 100% e un anno in più per spese e rendicontazione.

La nuova proposta, ufficializzata nelle settimane scorse dal vicepresidente della Commissione Raffaele Fitto, non può contare, invece, su questa leva.

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