Storie Web lunedì, Gennaio 19
Fondi Hamas: scarcerati tre degli arrestati, Hannoun resta in carcere

Resta in carcere Mohammad Hannoun, il presidente dell’Associazione palestinesi in Italia arrestato nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti ad Hamas. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Genova che questa mattina ha accolto la richiesta di scarcerazione da parte di tre degli arrestati a Genova nell’inchiesta dello scorso fine dicembre, rigettando le istanze in altri tre casi, fra cui quello di Hannoun, considerato dagli inquirenti il presunto capo della cellula italiana di Hamas.

Il provvedimento è stato depositato oggi con accoglimenti e rigetti e si attendono ora le motivazioni che saranno depositate entro 30 giorni. 

Dal dispositivo emerge una vittoria sul piano dei principi del diritto: per alcuni indagati è stata disposta la scarcerazione, per altri la misura cautelare è stata confermata. In attesa delle motivazioni, pare tuttavia che il Tribunale abbia escluso l’utilizzabilità della cosiddetta ‘battlefield evidence’ di provenienza israeliana, segnando una netta presa di distanza dalla strumentalizzazione giudiziaria di materiali di intelligence militare.    

Per i profili residui, il Tribunale avrebbe ritenuto di poter valutare separatamente la sussistenza di indizi sulla base di fonti diverse.   

“È un risultato importante: viene affermato che la giustizia non può essere usata come strumento di guerra – ha dichiarato l’avvocato Nicola Canestrini -. La lotta al terrorismo va combattuta con le regole, non con scorciatoie. Sul resto attendiamo le motivazioni, ricordando che vale per tutti la presunzione di innocenza”. La difesa continuerà “a vigilare con rigorosa attenzione critica su ogni tentativo di piegare il diritto a logiche militari, riservandosi ogni ulteriore valutazione dopo il deposito delle motivazioni”.

Il legale di Hannoun: “Impianto accusa ha in parte ceduto”

“Non siamo ovviamente soddisfatti del mancato annullamento della misura nei confronti di Hannoun ma notiamo che già in questa fase l’impianto accusatorio ha ceduto in modo importante a partire dal piano dell’utilizzabilità del materiale israeliano, visto che con questa decisione i giudici sembrano aver operato una separazione tra il finanziamento e la partecipazione all’associazione”. Lo ha detto Fabio Sommovigo, uno dei difensori di Hannoun.  

Gli avvocati attendono ora di leggere le motivazioni della decisione del tribunale del Riesame che ha annullato tre delle sette misure eseguite il 27 dicembre (altre due misure cautelari non sono state eseguite perché gli indagati si trovano all’estero), ma confermano già ora il ricorso in Cassazione “dove  – conclude Sommovigo – si apriranno nuove prospettive difensive” 

Chi è tornato in libertà

A  tornare in libertà sono Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa, 52 anni, Raed  Al Salahat, 48 anni e Khalil Abu Deiah, 62 anni, difesi dagli avvocati Nicola Canestrini, Samuele Zucchini, Emanuele Tambuscio e Sandro  Clementi. Restano in carcere il presidente dell’associazione  palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, 63 anni, Yaser Mohamed Rmdan  Elasaly, 51 anni, Riyad Adbelrahim Jaber Albustanjı, 60 anni e Ra’Ed  Hussny Mousa Dawoud, 52 anni. 

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