Storie Web giovedì, Febbraio 19
Fondazione Sant’Orsola raddoppia l’accoglienza e chiede l’abbraccio della città

Una villa padronale ed altri due edifici, con uno spazio verde riservato. Si trova a 600 metri dall’ospedale la nuova casa di Fondazione Sant’Orsola, tra via Clotilde Tambroni e via Leandro Alberti: potrà raddoppiare l’accoglienza – potendo contare su 46 posti letto e aprire le porte anche agli anziani di Bologna che hanno bisogno di un aiuto durante un percorso di cura. Qui saranno realizzate altre attività capaci di dare forza alla comunità.

I lavori necessari sono stati avviati lunedì scorso. L’obiettivo è ultimarli in due mesi per avviare l’attività della casa, a pieno regime, da aprile. La raccolta fondi che sarà realizzata per rendere possibile tutto ciò sarà in linea con lo spirito della casa, basata sulla partecipazione e la condivisione. «Vogliamo che le fondamenta di questa esperienza – spiega il presidente Andrea Moschetti – siano larghe, che coinvolgano più persone e più imprese possibile. Sarà concretamente l’abbraccio della città a chi vive un momento difficile».

Il progetto

Nella nuova struttura si amplierà, innanzitutto, l’attività di accoglienza che Fondazione Sant’Orsola sta portando avanti dal settembre 2021 con 17 appartamenti e una quarantina di posti letto. Uno sviluppo richiesto dai numeri. Nel 2025 sono state aperte le porte a 580 famiglie, ma sono state rifiutate quasi altrettante richieste per carenza di posti letto. Famiglie che arrivano a Bologna per ricevere cure salvavita, che possono trovare al Sant’Orsola.

Lo sviluppo non sarà però soltanto quantitativo. I 46 nuovi posti letto di via Tambroni permetteranno anche di sperimentare nuove modalità di accoglienza per gli anziani di Bologna. I dati raccontano che in città quasi un terzo degli over 65 vive da solo, e la percentuale sale al 50% tra gli over 80. Alcuni hanno comunque una rete familiare su cui contare, ma tanti altri no e quando arriva la necessità di affrontare un percorso di cura le cose si complicano. Chi è solo a volte non può affrontare in Day hospital cure che solitamente così vengono erogate, come la chemioterapia, perché da solo non può gestire gli effetti collaterali. Fondazione Sant’Orsola con questa nuova casa offrirà l’opportunità di essere accolti gratuitamente vicino all’ospedale, quindi in sicurezza, per vivere insieme ad altri il proprio percorso di cura, in un contesto comunitario, per poter poi tornare alla propria abitazione una volta terminate le terapie o la convalescenza.

Una casa per tutta la comunità

Via Tambroni sarà una casa di accoglienza e di comunità. In una delle sale della villa, al piano terra, troverà sede così il progetto Guarda come cresco, con cui la Fondazione offre un servizio di logopedia precoce a 41 bambini da 0 a 7 anni, con la Trisomia 21. E da settembre arriverà la musicoterapia per gli anziani con Alzheimer, che terminata la seduta potranno fermarsi nell’orto della casa o per fare merenda insieme.

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