Nuovo aumento dei casi nell’epidemia di meningite acuta “senza precedenti” che ha colpito il sud dell’Inghilterra: sono saliti da 27 a 29, secondo l’ultimo bollettino diffuso dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (Ukhsa). “Diciotto casi sono stati confermati in laboratorio e 11 sono in fase di accertamento”, si legge in una nota. Mentre anche questa mattina si segnalano lunghe code di studenti in fila per vaccinarsi a Canterbury, la storica città inglese al centro dell’emergenza sanitaria, è polemica rispetto alla scarso accesso a un programma di profilassi per i giovani
La famiglia della 18enne Juliette Kenny, una delle due vittime della meningite B, ha lanciato un appello per una campagna di vaccinazione di massa. La famiglia ha appoggiato le crescenti richieste della Meningitis Research Foundation di estendere l’accesso al vaccino contro la meningite B tramite il Servizio sanitario nazionale (Nhs) anche agli adolescenti e ai giovani adulti.
La meningite B è causata dalla malattia meningococcica, che, secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) statunitensi, è letale per 10-15 persone infette su 100, anche se trattata. La malattia meningococcica è qualsiasi patologia causata dal batterio ‘Neisseria meningitidis’, presente nella gola e nel naso.
La corsa alla vaccinazione ha messo in difficoltà le strutture. L’Università del Kent ha chiuso la fila per l’immunizzazione nel suo campus di Canterbury “a causa di problemi di capacità”, nonostante gli sforzi del governo per raggiungere un maggior numero di persone. Ma verranno aperte altre strutture con orari più flessibili. Finora, nel Kent sono stati somministrati oltre 8.500 antibiotici e 1.600 vaccini alle persone aventi diritto.
“Sebbene gli antibiotici preventivi rimangano l’intervento chiave per proteggere le persone e arrestare la diffusione dell’infezione, la vaccinazione viene offerta come misura aggiuntiva per fornire una protezione a lungo termine a coloro che sono a maggior rischio – precisa una nota dell’Uk Health Security Agency – Data l’attuale domanda sul mercato privato del vaccino contro il meningococco B, 20mila dosi saranno rese disponibili dall’Nhs per garantire la continuità dell’offerta privata, consentendo a un massimo di 2.000 farmacie di ricevere i vaccini nelle prossime 48 ore
Secondo la Bbc, è possibile che il batterio si sia diffuso in un nightclub di Canterbury dove sarebbero stati nei giorni scorsi alcuni studenti, tra quelli poi ricoverati. In una dichiarazione, l’Università del Kent ha detto: “La sicurezza dei nostri studenti e del nostro personale rimane la nostra massima priorità. Stiamo lavorando a stretto contatto con i team di sanità pubblica e siamo in contatto con il personale e gli studenti per garantire che ricevano i consigli e il supporto di cui hanno bisogno”.
La malattia
La meningite è un’infiammazione acuta delle meningi, ovvero le membrane di rivestimento che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Generalmente la patologia ha origine infettiva e può essere causata da virus, batteri o funghi. La forma causata da virus è più frequente e di solito meno grave. Più rara, ma dalle conseguenze molto più serie, anche fatali, è invece la meningite batterica. Affinché avvenga il contagio è necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona malata di una di quelle forme che sono potenzialmente contagiose. L’infezione viene trasmessa attraverso le goccioline di saliva che possono essere disperse tramite starnuti, colpi di tosse o mentre si parla. La meningite può colpire chiunque, ma è più frequente tra neonati e tra bambini nei primi anni di vita e nelle persone che hanno dei deficit del sistema immunitario.
Starmer: “Fatevi avanti per cure”
Il premier britannico Keir Starmer ha lanciato un appello a chiunque abbia frequentato una discoteca di Canterbury, focolaio di una epidemia di meningite senza precedenti, a farsi avanti per ricevere le dovute cure. Starmer ha esortato “tutti gli individui” che hanno frequentato la discoteca il 5, 6 o 7 marzo “a farsi avanti per ricevere antibiotici”. Il leader laburista ha presentato le sue “più sentite condoglianze” alle famiglie delle due vittime, uno studente delle superiori e uno studente universitario. L’agenzia sanitaria del Regno Unito ha segnalato 20 casi di meningite che hanno colpito giovani adulti nel contesto di un’epidemia, collegata alla discoteca “Club Chemistry” di Canterbury, nel sud-est dell’Inghilterra.
Ecdc: “Rischio basso per Ue”
Il rischio di malattia meningococcica invasiva (Imd) correlata all’epidemia nel Kent, viene valutato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Ecdc come “molto basso” per la popolazione generale dell’Unione europea, “data la probabilità estremamente bassa di esposizione e infezione”. E’ quanto riferisce in una nota l’agenzia Ue, intervenendo sul focolaio registrato nel Regno Unito.
“Qualora venisse rilevato un caso collegato all’epidemia in Inghilterra nell’Ue/See, si dovrebbero avviare tempestivamente misure di controllo per identificare i contatti stretti e somministrare la profilassi antibiotica e la vaccinazione contro il meningococco B (MenB)”, raccomanda l’Ecdc.
Sebbene possano verificarsi alcuni casi secondari tra i contatti stretti dei casi, la malattia non si diffonde nella comunità come, ad esempio, un virus respiratorio”, puntualizza l’ente Ue. Per l’Ecdc la probabilità di esposizione e di infezione nella popolazione generale “è trascurabile. Per le persone che sono state esposte a questo evento nel Kent ma che sono state precedentemente vaccinate con il vaccino contro la meningite B, la probabilità di infezione è bassa in quanto protetti dal vaccino; tra i non vaccinati ed esposti, il rischio di infezione è moderato. Tuttavia, se sono trascorsi più di 10 giorni dalla data di esposizione, il rischio di sviluppare la malattia diventa molto basso, poiché il periodo di incubazione è di massimo 10 giorni. Nei contatti stretti dei casi, dovrebbero essere implementate misure di controllo mirate con antibiotici preventivi e vaccinazione contro il meningococco B, sulla base di una valutazione individuale del rischio”.
I medici, indica l’agenzia, “dovrebbero essere consapevoli della possibilità di meningite nei viaggiatori di ritorno e includere la loro storia di viaggio nella valutazione dei casi di malattia meningococcica invasiva, in particolare per quanto riguarda i viaggi nella regione del Kent. Gli operatori sanitari dei paesi Ue/See che gestiscono casi sospetti o confermati devono seguire i protocolli di prevenzione e controllo delle infezioni richiesti, mentre i Paesi sono incoraggiati a continuare la sorveglianza, compresa la sorveglianza molecolare e i test di sensibilità agli antibiotici, a supporto del controllo dell’epidemia”.
