Storie Web sabato, Gennaio 17
Firenze piange ancora per il calcio

Un’avventura e un amore lungo oltre sei anni. La morte di Rocco Commisso chiude un’era alla Fiorentina: il 76enne imprenditore originario di Marina Gioiosa Ionica, in Calabria, era diventato il proprietario del club viola il 6 giugno 2019, rilevandolo dalla famiglia Della Valle. Il suo arrivo a Firenze viene salutato con grandissimo entusiasmo dalla piazza viola che ne apprezza la schiettezza, i modi di fare alla mano e quella voglia di mischiarsi fin da subito con la tifoseria. Non a caso per tutti a Firenze Commisso è semplicemente ‘Rocco’, come preferiva farsi chiamare. Nonostante i risultati sul campo siano altalenanti, fra salvezze e campionati di medio-basso profilo, grazie alla presenza costante in città del suo braccio destro e amico Joe Barone, la Fiorentina sembra vivere un nuovo rinascimento visto che Commisso non bada a spese. Famoso il suo slogan: “I soldi non sono un problema”. Col tempo iniziano però anche i contrasti, prima con il mondo dei media e poi con una parte, seppur minoritaria, di tifoseria viola che non ne gradisce i metodi ‘aggressivi’, soprattutto con le istituzioni cittadine. Commisso ha infatti un doppio grande sogno: realizzare un nuovo centro sportivo e un nuovo stadio.

Il primo si concretizzerà nell’autunno 2023, e sorgerà a Bagno a Ripoli, divenendo di fatto la nuova casa della Fiorentina: è il “Rocco B.Commisso Viola Park”, che sarà non solo la nuova sede del club ma anche il posto dove ogni squadra si allena, dai Pulcini alla Serie A. Il secondo sogno andrà invece a cozzare con la burocrazia italiana, che impedirà da un lato l’abbattimento totale dello stadio Franchi, vincolato in alcune sue parti dal Ministero della Cultura, e dall’altra l’alternativa che porta all’acquisto di un terreno a Campi Bisenzio, che non decollerà mai definitivamente. Eppure Commisso non smette di investire mai sulla Fiorentina (si parla di circa 400 milioni complessivi), fino allo scorso mercato estivo quando sono stati spesi oltre 92 milioni per rinforzare la rosa. La squadra viola però non va mai oltre il sesto posto, raggiunto lo scorso maggio, e colleziona soprattutto finali perse, due di Conference League e una di Coppa Italia. Fra i momenti più difficili della storia fra Commisso e la Fiorentina c’è sicuramente la morte nel marzo 2024, dopo un malore, di Joe Barone, direttore generale ma di fatto gli occhi e l’anima di Rocco Commisso a Firenze. Da quel momento si diradano le visite del presidente e proprietario viola, anche perché i voli transoceanici sembrano provare sempre di più la sua salute, e l’ultima presenza in città risale all’aprile dello scorso anno, con una promessa – quella di tornare a fine estate – che non si concretizzerà mai davvero.

Negli ultimi mesi si inseguono le voci sempre piu’ insistenti sulle sue precarie condizioni di salute, con il club che per bocca dei suoi dirigenti parla solo di una operazione subita 4 mesi fa di lombosciatalgia. La voce dell’imprenditore italo-americano però non si sente mai, e le uniche sue notizie arrivano attraverso comunicazioni del club dopo alcune partite, in cui il presidente e la sua famiglia mostrano vicinanza all’allenatore di turno e ai giocatori. Nell’ultima intervista concessa, un mese fa, in merito alla possibile cessione del club, Commisso dichiara categorico: “Non mollo e non mollerò mai”. La sua morte potrebbe ora cambiare drasticamente questi scenari. Il futuro è nelle mani della moglie Catherine e dell’amato figlio Joseph, per un domani che al momento non ha certezze.

 

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