Storie Web venerdì, Gennaio 16
Fertilità, la Fondazione Otb lancia un progetto per preservarla

C’è età ed età e quella della fertilità, soprattutto per le donne, non è infinita, come troppo spesso si tende a sottovalutare. In Italia l’età media alla prima maternità continua a crescere e ha raggiunto 33,8 anni, mentre il numero medio di figli per donna è sceso a 1,18, un dato che è reso ancora più evidente dal crollo demografico di questi anni. Quando si parla di maternità il tempo biologico è un fattore centrale e raggiungere tardi la consapevolezza della volontà di diventare genitori significa spesso ritrovarsi con meno, o zero, opzioni. È partendo di qui che è nato un progetto di welfare unico in Italia, che vuole sostenere i lavoratori nella procreazione medicalmente assistita. A fare il primo passo è stata la Otb Foundation, fondazione no profit del gruppo di moda Otb, creato da Renzo Rosso, che ha presentato un percorso di educazione e prevenzione sui temi della fertilità rivolto ai dipendenti delle sedi italiane, realizzato grazie alla collaborazione con Genera PMA (Procreazione medicalmente assistita).

L’obiettivo è promuovere una genitorialità informata e consapevole attraverso momenti di formazione e il finanziamento di percorsi di preservazione della fertilità. Informare in modo tempestivo è una forma concreta di prevenzione, così come mettere in campo delle azioni specifiche. Il progetto della Fondazione Otb vuole essere una risposta ai cambiamenti nei tempi di vita e di lavoro che portano sempre più donne a posticipare le scelte di genitorialità, con il rischio però di non riuscire a recuperare il tempo passato.

Arianna Alessi vicepresidente Otb Foundation (Imagoeconomica)

Come spiega la vicepresidente di Otb Foundation, Arianna Alessi, «questo progetto si inserisce in una serie di altre attività promosse dalla Fondazione per favorire l’uguaglianza di genere anche sui luoghi di lavoro delle aziende del Gruppo, al fine di supportare le donne nei loro obiettivi personali e professionali per garantire che le decisioni riguardanti la maternità siano sempre più libere e individuali. Attualmente vi sono molteplici servizi a disposizione di coloro che decidono di intraprendere un progetto di genitorialità: dall’asilo interno alla flessibilità lavorativa, dai servizi per neogenitori fino a programmi di formazione e sensibilizzazione». Ma tutto questo non bastava. E visto che in Italia «la sanità pubblica copre il social freezing solo per specifiche patologie mediche, o con tempi di attesa lunghissimi, rendendo la pratica un privilegio per pochi che si vedono costretti a ricorrere a strutture private con costi elevati – continua Alessi – la nostra Fondazione ha voluto attivare questa ulteriore iniziativa impegnandosi a finanziare i percorsi per le colleghe del gruppo che aderiranno, al fine di promuovere la libertà di scelta sulla propria vita riproduttiva, contrastare l’infertilità legata all’età e offrire soluzioni a un’evoluzione sociale e lavorativa che spesso posticipa il desiderio di maternità».

Filippo Maria Ubaldi, professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia presso l’Università della Calabria e Direttore Medico del Gruppo Genera

Il progetto è stato presentato nel corso di un momento di confronto per tutti i lavoratori dedicato ai temi della prevenzione, del tempo biologico e del futuro riproduttivo. Del resto, come ha spiegato Filippo Maria Ubaldi, professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia presso l’Università della Calabria e Direttore Medico del Gruppo Genera «il tempo è la variabile biologica centrale della fertilità e, a differenza di altri fattori, non può essere recuperato». Il problema oggi, secondo il professore Ubaldi, «non è la mancanza di possibilità, ma il ritardo nell’informazione. Quando la consapevolezza arriva tardi, le opzioni si riducono. Informare in modo tempestivo è una forma concreta di prevenzione, con un impatto diretto anche sul quadro demografico del Paese».

Laura Rienzi, professoressa Associata presso il Dipartimento di Scienze Molecolari dell’Università di Urbino e Direttore Scientifico del Gruppo Genera

«La preservazione della fertilità va letta nel rapporto tra età biologica, qualità ovocitaria e possibilità offerte oggi dalla scienza», ha aggiunto Laura Rienzi, professoressa Associata presso il Dipartimento di Scienze Molecolari dell’Università di Urbino e Direttore Scientifico del Gruppo Genera. In questo quadro, per la professoressa Rienzi, «anche il social freezing può essere considerato, per alcune persone, una delle opzioni possibili in un contesto di vita e di lavoro in evoluzione, senza mai prescindere dal ruolo centrale del tempo biologico».

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