A undicimila chilometri da Milano, nel cuore elegante di Montevideo, la F rossa di Feltrinelli dà vita a quello che non è un semplice sbarco commerciale, ma un gesto che intreccia memoria editoriale e diplomazia culturale. Il gruppo italiano apre la sua prima libreria in Sud America scegliendo un edificio simbolo della città, il Palacio Pablo Ferrando, capolavoro Art Nouveau degli anni Venti, restaurato e restituito alla vita pubblica. Sessanta mila titoli distribuiti su due piani, 650 metri quadrati, una caffetteria che promette di trasformarsi in salotto letterario la sera.
Non è un debutto improvvisato. L’amministratrice delegata Alessandra Carra lo aveva anticipato in un’intervista al Sole 24 Ore del 9 maggio scorso, parlando di una libreria «nel cuore della città, 650 metri quadri. Un presidio culturale ma anche un simbolo: il nostro sguardo è sempre più rivolto al Sud America». E alla domanda del perché Montevideo questa era stata la risposta: «C’è una forte tradizione italiana, un ambiente culturale vivace, un istituto italiano attivo. E poi una grande voglia di libri. Vogliamo portare la nostra identità editoriale e culturale anche lì». Carra non si era sbilanciata, ma l’Uruguay promette di essere il primo passo di un’espansione più ampia nell’area latinoamericana.
La scelta dell’Uruguay non è casuale. Per Feltrinelli l’America Latina è una geografia chiave. Negli anni Sessanta fu la casa editrice milanese a intercettare e diffondere in Europa alcune delle voci che avrebbero segnato la letteratura del Novecento latinoamericano. Un legame che oggi si rinnova, ma con una postura diversa: non più soltanto importare talenti, bensì radicarsi sul territorio.
Carlo Feltrinelli, presidente del gruppo, colloca l’operazione in una dimensione quasi affettiva: «L’America Latina ha significato storicamente per Feltrinelli tante cose. Una fonte letteraria e di idee a cui guardare, un continente che ci ha regalato profonde amicizie e profondi legami personali e intellettuali, e oggi acquista un senso in più, quello della scoperta, perché aprire questa libreria è come presentarsi a casa da amici per condividere un pezzo di vita assieme, pronti a lasciare che le cose accadano, che gli incontri abbiano il momento giusto e ci possa essere buon tempo da passare assieme. Questo è lo spirito e l’emozione con cui apriamo la nostra prima libreria in Uruguay: un ponte di amicizia, il gusto per la scoperta, la passione per i libri».
Il progetto nasce dalla collaborazione con tre partner locali attivi tra Uruguay e Argentina: Alejandro Lagazeta, Juan Castillo Marianovich e Paolo Braun. Una triangolazione che punta a evitare l’effetto enclave. Lo spiega l’ad Carra: «Con i nostri tre partner locali in un certo senso ci siamo scelti reciprocamente: abbiamo scoperto di parlare la stessa lingua, di credere negli stessi valori e avere una visione comune».