Storie Web martedì, Aprile 23
Notiziario

Falsa partenza per i saldi di gennaio. Le vendite vedono una flessione del 2,1% a valore, un calo che indistintamente coinvolge tutte le aree merceologiche compresa la ristorazione. Se i consumi fuori casi lo scorso anno sembravano in netta controtendenzaa il 2024 vede un -1,7% della spesa mentre l’abbigliamento-accessori, nonostante l’avvio dei saldi invernali, chiude il mese con un -2,4%. Le cose non vanno meglio per l’altro retail, spazia dai libri ai complementi per la casa, che continua la fase negativa con un -2,1%. Una crisi dei consumi che colpisce tutti i canali di vendita. Soffrono in modo particolare i negozi di prossimità (-3,5%) ma gli acquisti arrancano anche nelle vie dello shopping (-3,2%) e i centri commerciali vedono un -1,5% confermando il loro ruolo di “piazze” sociali. È la conferma, secondo l’Osservatorio consumi Confimprese-Jakala, del calo di fiducia delle famiglie che non riescono a mantenere nel tempo la capacità di spesa.

«Come prevedibile, il 2024 parte con il freno a mano tirato – commenta Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese –. I 3 macrosettori analizzati mostrano un segno meno rispetto a gennaio 2023, che è il primo anno di riferimento del post -covid e, come tale, permette di tastare il polso del clima economico senza gli effetti distorsivi generati dalla pandemia. L’erosione del potere di acquisto delle famiglie, generato dalla fortissima inflazione degli ultimi due anni, ha non solo compresso i consumi in termini di volumi, ma segna ora una decrescita generalizzata anche a valore. Riteniamo che nell’anno in corso la ricerca della convenienza, in termini di prezzi bassi, sconti, promozioni e orientamento verso fasce prezzo/insegne più convenienti sarà un elemento dominante nelle scelte dei consumatori e nelle strategie delle aziende». In altre parole il mondo del commercio moderno guarda con cautela ai prossimi mesi a causa dei rincari per i beni di prima necessità. «Queste performance sono dovute principalmente ai settori abbigliamento-accessori e altro retail e l’impatto dell’inflazione che segna ancora negativamente il potere d’acquisto degli italiani si riflette su tutti i canali di vendita, ma in particolare sui negozi di prossimità e sulle high street rispettivamente a -3,5% e -3,2% vs gennaio 2023» rimarca Alessandro Olivari, senior partner Jakala.

Se le vendite dei prodotti nuovi frenano molti si rivolgono al second hand, ai prodotti usati. Secondo le rilevazioni di Subito.it, piattaforma dove ogni giorno vengono pubblicati circa 150mila nuovi annunci, le transazioni sul portale Tuttosubito nel corso dell’ultimo anno sono cresciute del 93% con interessanti aumenti in tutte le categorie a partire dall’elettronica di consumo e informatica al primo posto per numero di transazioni. Seguono le console&videogiochi al quarto posto ed entrano in classifica il collezionismo (4° posto) e accessori moto (5° posto), che, insieme ad abbigliamento&accessori al secondo posto. «Siamo il secondo e-commerce italiano e il primo nel re-commerce, come preferiamo definire il nostro business – dice Giuseppe Pasceri, Ceo di Subito -. Con l’obiettivo di dare una seconda vita e una seconda occasione alle cose, promuovendo un comportamento di acquisto sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico».

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