Storie Web mercoledì, Marzo 11

La tanto annunciata battuta d’arresto dell’export di vino italiano si è verificata. E non poteva essere altrimenti con il principale mercato di sbocco estero, gli Stati Uniti, gravato dai dazi e da un cambio euro dollaro sfavorevole. Adesso arriva anche la certificazione dei dati Istat. Nel 2025 le esportazioni italiane di vino hanno perso il 3,7% fermandosi a quota 7,78 miliardi di euro, scendendo quindi sotto la soglia degli 8 miliardi registrato lo scorso anno.

Gli Usa guidano i ribassi, l’Europa tiene

Il giro d’affari del vino made in Italy all’estero ha perso complessivamente 300 milioni, 178 dei quali negli Stati Uniti. Secondo i dati Istat elaborati dall’Osservatorio dell’Unione italiana vini se il calo in valore è stato del 3,7% in volume invece è stato meno marcato (-1,9%) segno probabilmente di quello che tanti in questi mesi hanno vociferato: e cioè che i produttori italiani nel tentativo di limitare i danni negli Usa hanno assorbito in parte i dazi riducendo i propri margini di guadagno.

La performance negativa negli Usa (-9,2% a quota 1,76 miliardi) ha trascinato al ribasso i mercati extra Ue che nel complesso hanno perso il 6,4%. Fuori dei confini comunitari è andata male anche in altri sbocchi chiave oltre gli Usa. Segno meno anche nel Regno Unito (-3,9%), per il Canada (-5,9%), per la Svizzera (-4,2%) e per la Russia (-16%). Unica eccezione il Brasile (+3,8%) dato che lascia ben sperare in chiave di accordo Ue-Mercosur.

Calano anche gli spumanti e le regioni top

Decisamente meglio è andata sui mercati europei dove si è registrato un progresso dello 0,5%. A tenere le posizioni il mercato chiave della Germania (+0,6%, a 1,1 miliardi di euro) mentre sono risultati in crescita sia la Francia (+3,6%) che i Paesi Bassi (+5,6%). Tra le regioni, segno negativo per le 3 capofila: il Veneto a -1,2% (2,9 miliardi di euro), la Toscana (-2%) e il Piemonte (-2,2%).

Sul fronte delle tipologie preoccupa il dato degli spumanti che dopo anni di crescita ininterrotta hanno lasciato sul terreno il 2,5% (a quota 2,3 miliardi di euro) anche se, tuttavia, hanno fatto meglio dei vini fermi che hanno perso il 4,3% a quota 5 miliardi di euro.

Condividere.
Exit mobile version