Storie Web martedì, Aprile 23
Notiziario

Il Gruppo ha depositato il concordato con riserva per tutte le aziende della holding. Un’analoga richiesta è già stata respinta dal giudice di Milano

di Domenico Palmiotti

Alla richiesta di Invitalia al Mimit di ammettere Acciaierie d’Italia all’amministrazione straordinaria, fa subito seguito la contromossa giudiziaria di Acciaierie d’Italia. Il Gruppo ha infatti comunicato di aver depositato il concordato con riserva per tutte le aziende della holding: «Le società Acciaierie d’Italia Spa, AdI Energia Srl, AdI Servizi Marittimi Srl, AdI Tubiforma Srl hanno depositato domanda di concordato con riserva, con richiesta di misure protettive».

Il deposito degli atti è avvenuto in via telematica la notte di venerdì scorso, segno che Acciaierie già prefigurava quello che sarebbe accaduto. Il concordato con riserva è uno strumento che l’impresa insolvente può stipulare con i propri creditori al fine di cercare una soluzione per entrambe le parti coinvolte. Questo consente all’azienda di negoziare e raggiungere un accordo con i creditori stabilendo nuove condizioni di pagamento o una ristrutturazione del debito. Viene detto anche “in bianco” perché non implica la presentazione di una proposta specifica iniziale da parte dell’impresa insolvente.

È un ulteriore tentativo di Acciaierie di evitare l’amministrazione straordinaria. Va detto che le misure protettive e cautelari erano già state chieste da Acciaierie al Tribunale di Milano ma da questo respinte venerdì scorso con un’ordinanza, nell’ambito della procedura per la composizione negoziata della crisi. Ha scritto infatti il giudice Francesco Pipicelli che per giustificare «un provvedimento giudiziale di compressione delle azioni cautelari ed esecutive dei creditori sul patrimonio del debitore», serve «una concreta, attendibile e realistica prospettiva di risanamento dell’impresa». Che nel caso di Acciaierie per il giudice non sussiste.

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