Storie Web giovedì, Febbraio 29
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ArcelorMittal è disposta a rimanere come “partner strategico di minoranza, mentre il governo decide una soluzione permanente” sull’ex Ilva di Taranto. Lo scrive l’ad del gruppo in una lettera a Giorgia Meloni.

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Dopo l’annuncio del governo, che ha avviato le procedure per l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva di Taranto, l’amministratore delegato di ArcelorMittal ha scritto una lettera a Giorgia Meloni in cui si dice disposto a diventare socio di minoranza. Se infatti, ha spiegato Aditya Mittal, si preferisce che “ArcelorMittal non esca subito, anche questo può essere realizzato“, facendo rimanere il gruppo franco-indiano “partner strategico di minoranza che fornisca esperienza tecnica e industriale per la joint venture con Invitalia, mentre il governo decide una soluzione permanente per questo asset strategico di interesse nazionale“.

Un’opzione che appena qualche giorno fa sembrava irrealizzabile. Ora ArcelorMittal si dice disponibile a prospettare due scenari diversi, entrambi possibili: il primo è appunto quello per cui il gruppo resterebbe nei giochi come partner di minoranza (perdendo il controllo congiunto e qualunque potere di veto), il secondo vedrebbe invece ArcelorMittal cedere le proprie quote a un altro investitore (indicato dal governo) purché “a un prezzo almeno pari al nostro ultimo investimento“.

La lettera poi conclude: “Confidiamo che questa lettera convinca il governo che azioni unilaterali ed estreme sono sia indesiderabili sia superflue, alla luce della proposta concreta e specifica che abbiamo presentato. E restiamo in attesa di essere contattati dall’ufficio del presidente Giorgia Meloni o dai suoi rappresentanti sui prossimi passi“.

Il governo interviene sull’ex Ilva: amministrazione straordinaria e un prestito da 320 milioni

Da parte sua il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha espresso cautela, spiegando che “i soci tra di loro possono sempre discutere e raggiungere eventualmente un’intesa“. Per poi aggiungere: “Ma la situazione è grave e non possiamo perdere altro tempo“.

Dopo l’ultimo incontro con i sindacati, Palazzo Chigi aveva fatto sapere di aver avviato le procedure per l’amministrazione straordinaria, precisando in una nota: “Il governo ha annunciato che, qualora sia avviata la procedura di amministrazione straordinaria, sarà garantita la liquidità corrente con un prestito ponte a condizioni di mercato per 320 milioni di euro“.

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