Storie Web domenica, Marzo 22

Sono aperti i seggi in Slovenia, per l’elezione del nuovo Parlamento. La sfida è tra il premier uscente, il progressista Robert Golob, e il sovranista Janez Jansa, che in caso di vittoria si avvierebbe al suo quarto mandato come primo ministro. Ma l’importanza di queste elezioni va oltre i due milioni di sloveni chiamati a scegliere il nuovo governo. Il voto in Slovenia potrebbe fungere da test per altre due elezioni imminenti: quella del 12 aprile in Ungheria, dove il populista Viktor Orban si gioca la rielezione; e quella del 19 aprile in Bulgaria, dove a dicembre le proteste di piazza hanno portato alle dimissioni del governo accusato di corruzione.

Ma c’è di più: le urne slovene di domani saranno un termometro di quanto può ancora diffondersi la febbre sovranista nell’Europa centro-orientale, e di quanto questo contagio possa dare vita a un blocco coeso di Paesi, una sorta di Gruppo di Visegrad 2.0 in grado di mettere i bastoni tra le ruote alle scelte politiche ed economiche dell’Unione europea.

In Slovenia l’ultimo sondaggio, dell’agenzia Mediana, mostra un leggero vantaggio del Movimento per la libertà (Gs), il partito liberal-democratico ed europeista del premier uscente Golob, che avrebbe recuperato il distacco iniziale sul Partito democratico sloveno (Sds) guidato dal nazionalista Jansa. Ma entrambe le formazioni sono date tra il 18 e il 19% e nessuna delle due, da sola, potrà aspirare a raggiungere i 46 seggi in Parlamento necessari per governare. Molto dipenderà dunque dai risultati dei partiti più piccoli con cui costruire una coalizione, e quelli in grado di superare la soglia di sbarramento del 4% sono cinque, dalla sinistra di Levica alla destra di Resnica.

«Il governo Golob ha fatto bene dal punto di vista economico – spiega Sorina Cristina Soare, docente di Scienza politica all’Università di Firenze e specializzata nei Paesi dell’Est europeo – il Pil l’anno scorso è cresciuto dell’1% e le previsioni per il 2026 sono di un ulteriore aumento». Il premier uscente paga però l’aumento dell’inflazione e il mal funzionamento della sanità, con molti medici che, a causa degli stipendi troppo bassi, scappano nell’Europa occidentale, in particolare in Austria.

Jansa, lo sfidante, è un vecchia conoscenza del nazionalismo illiberale sloveno: grande ammiratore di Donald Trump e delle sue politiche, a cominciare da quelle sull’immigrazione, e grande amico di Orban. Se lui dovesse vincere in Slovenia e Orban il mese prossimo in Ungheria, tra loro si formerebbe un’alleanza di ferro dentro il Consiglio europeo della Ue.

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