Star7, nonostante il nome altisonante, non “fa notizia”. Ma dovrebbe. Nel 2025 ha infatti lanciato “7Ai”, una nuova linea di servizi e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale in grado di offrire alle aziende clienti soluzioni nell’ambito degli assistenti virtuali, dell’academy training e dell’after sales. Ha inoltre finalizzato le acquisizioni di due rami d’azienda di Consulting Automotive Aerospace Railway e Sti Srl in liquidazione giudiziale, che conduceva in affitto già dal 2023, per un importo di 5,8 milioni, più circa 513.000 euro per portare dal 66% al 76% la quota nella brasiliana Caar do Brasil Consultoria Tecnica Ltda (ora Star7 Engenharia e Consultoria Tecnica Ltda).

I numeri

Dopo queste acquisizioni Star7 ha deciso di dismettere alcune commesse a marginalità negativa ereditate dalle precedenti gestioni nell’area di business Engineering (che nel 2024 avevano dato luogo a ricavi per 0,7 milioni), e di conseguenza nell’esercizio 2025 i ricavi del gruppo sono scesi del 3,1% a 116,1 milioni; a parità di perimetro e cambi costanti però sarebbero rimati sostanzialmente stabili a 118,7 milioni. Cambi costanti perché Star7 genera il 53,3% del giro d’affari all’estero: in particolare il 24,1% negli Usa (26,1% nel 2024), il 22,5% in Brasile (19,3% nel 2024; è stata incrementata la quota di servizi a un primario cliente nel settore automotive) e il 6,7% nel resto del mondo (6,3% nel 2024; Caar ha apportato anche una controllata serba ora ribattezzata Star7 Doo Kragujevac).

Per quanto riguarda le diverse linee di business, il Global Content è passato dal 34,9% al 31,4% del fatturato (in questo caso Star7 ha preferito focalizzarsi sui clienti più strategici), l’Experience e Product Knowledge dal 31,7% al 33,2% (grazie alla crescente domanda di servizi specialistici in ambito tecnico e formativo), l’Engineering dal 20,4% al 22,3% (nonostante la citata conclusione di contratti a bassa o nulla marginalità) e il Printing, cioè la stampa per conto terzi, è rimasto pressochè invariato a 13,1 milioni.

Indebitamento su livelli fisiologici e in miglioramento

L’ebitda è salito del 3% a 18,6 milioni (su base adjusted, escludendo cioè i costi di ristrutturazione delle linee di business Engineering e Global Content, sarebbe aumentato del 3,5% a 19,4 milioni), l’ebit è rimasto sostanzialmente fermo a 9,3 milioni (questo perché l’ammontare degli ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni, a seguito delle acquisizioni effettuate, è passato da 8,7 a 9,3 milioni), e l’utile netto è diminuito del 12% a 2,37 milioni in quanto l’incidenza fiscale è salita dal 38,2% al 46,3%. Gli oneri finanziari netti sono risultati poco variati a circa 3,3 milioni, in presenza al 31/12/2025 di un indebitamento finanziario netto pari a 21,1 milioni a fronte di 27,8 milioni a fine 2024 (pur in presenza degli esborsi per acquisizioni e anche grazie a una riduzione di 7 milioni del capitale circolante netto per effetto di una diminuzione dei tempi medi di incasso dei crediti verso clienti da 98 a 92 giorni). Il rapporto Debt/Equity a fine 2025 ammontava a circa 0,66 volte e risultava quindi del tutto fisiologico.

Star7 ha anche calcolato un utile netto adjusted pari a 8,5 milioni (+3,8% rispetto al dato 2024), che esclude oltre ai costi straordinari gli ammortamenti del goodwill derivanti da acquisizioni, ma tale voce, pur non determinando un esborso monetario, ovviamente continua e continuerà a incidere sulla parte bassa del conto economico. Prudenzialmente anche per l’esercizio 2025 si è deciso di non dar luogo alla distribuzione di dividendi (non ne sono mai stati distribuiti sin dalla quotazione all’Euronext Growth Milan avvenuta a fine 2021).

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