Edilizia in frenata in provincia di Caserta. A lanciare l’allarme è Ance Caserta che, sulla scorta del bilancio di settore 2025, sollecita con forza una programmazione per il dopo Pnrr.
Dalle elaborazioni dell’Associazione dei costruttori casertani, fatte sulla base della massa salariale e del numero di aziende attive, il 2025 ha fatto registrare un -2% in volume di investimenti. Negativo anche il saldo delle imprese attive (-1,8%) e il numero di operai occupati in Terra di Lavoro (-4%), dove la manodopera dell’edilizia supera i 17mila addetti.
Una tendenza anche peggiore di quella registrata a livello nazionale, dove nel 2025 c’è stato un calo degli investimenti dell’1,1% nel campo delle costruzioni. Se poi in Italia l’edilizia pubblica ha compensato un importante calo del settore privato, depotenziato dal drastico ridimensionamento degli incentivi fiscali, nel Casertano al contrario i due comparti si equivalgono, anzi, con una leggera prevalenza dei cantieri privati. Il 2025 si conferma, dunque, un anno complesso per il comparto edilizio, tuttavia, lo scenario che si profila con la fine del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dei bonus fiscali impone una riflessione seria e immediata sul futuro del settore.
La dinamica negativa, infatti, rischia di accentuarsi già nel 2026, con un calo previsto sia nel mercato privato, privo di strumenti incentivanti, sia soprattutto nella domanda pubblica, con molte opere del Pnrr in ritardo nella realizzazione. L’edilizia rappresenta un moltiplicatore fondamentale per l’occupazione, per l’indotto e per la coesione sociale, di conseguenza, senza un nuovo impulso, si rischia una brusca frenata dell’intero sistema economico territoriale. Per far fronte a questo grave rischio, Ance Caserta chiede alle istituzioni nazionali e regionali di aprire un tavolo di confronto per definire un nuovo quadro normativo e finanziario che accompagni la fase post Pnrr, evitando un vuoto di programmazione che avrebbe conseguenze pesanti sul tessuto produttivo.
«Il settore ha dimostrato capacità di adattamento e resilienza, tenendosi in questa provincia tra le prime voci del Pil, ma adesso serve una visione ed è necessario costruire un 2026 su profili di crescita ragionata. Le nostre proposte sono: infrastrutture strategiche per il territorio, rigenerazione urbana e un piano casa che metta al centro edilizia convenzionata e social housing _ dice il presidente di Ance Caserta, Antonio Pezone _ Il bisogno abitativo cresce, soprattutto per giovani coppie, famiglie monoreddito e lavoratori. È necessario incentivare un’edilizia a prezzi calmierati, attraverso strumenti di partenariato pubblico-privato e nuove forme di convenzione che rendano sostenibili gli investimenti e garantiscano accessibilità ai cittadini. Dall’altro lato, c’è bisogno di politiche che favoriscano la riconversione dei tantissimi edifici abbandonati al degrado presenti nei centri storici delle nostre città e creare infrastrutture moderne che mettano in contatto i centri con le periferie».
