Storie Web mercoledì, Aprile 1

CAPE CANAVERAL (FLORIDA) – La missione Artemis II, la prima che invierà astronauti verso la Luna dal 1972, è un tassello fondamentale in un programma molto più ampio. L’obiettivo finale è costruire una base sulla Luna. A dirigere il programma è Carlos Garcia-Galan della NASA.

Come sarà realizzata la base lunare?

Sarà costruita in diverse fasi. Da qui al 2028, manderemo dei piccoli lander che ci permetteranno di dimostrare che possiamo arrivarci in modo affidabile e di sperimentare nuove tecnologie di cui avremo bisogno per vivere lì in modo permanente. Dal 2029 al 2032 costruiremo l’infrastruttura: pannelli solari di grandi dimensioni, reattori nucleari potenzialmente in grado di fornire grandi quantità di elettricità, sistemi di comunicazione e navigazione, tutti elementi permanenti. Durante quella fase ci saranno anche missioni con equipaggio e disporremo di rover pressurizzati che l’equipaggio potrà utilizzare per muoversi sulla superficie. Infine, a partire dal 2032 circa, saranno collocati i moduli abitativi permanenti, permettendo così missioni di lunga durata.

Avete già in mente una posizione esatta?

Non proprio. La fase uno riguarda proprio l’esplorazione, raccogliere informazioni sul terreno per capire quali aree sono buone e quali no. Le caratteristiche generali che cerchiamo sono aree un po’ più facili su cui costruire e allo stesso tempo vicine agli obiettivi scientifici che gli astronauti potranno raggiungere con i rover pressurizzati o i veicoli lunari. Abbiamo alcune idee delle zone in cui vorremmo andare e alcune delle nostre missioni inizieranno a esplorarle già ora.

Fino a pochi anni fa, tutto questo sarebbe stato considerato fantascienza…

Non lo è più. È reale. Lo renderemo reale. Questo è quello che facciamo alla NASA: trasformiamo la fantascienza in realtà. Riusciamo a realizzare ciò che sembra quasi impossibile. E questa volta lo faremo insieme ai nostri partner internazionali. C’è un contributo importante dall’Italia e dal resto dei Paesi europei, ma anche dal Giappone, dal Canada, e da tutti coloro che hanno firmato gli Artemis Accords.

Perché è importante costruire una base sulla Luna?

Prima di tutto, il valore scientifico è enorme. La Luna non ha atmosfera e in alcune zone, specialmente al Polo Sud dove ci sono crateri permanentemente in ombra, si trovano acqua e altri elementi volatili che hanno miliardi di anni. Questi materiali possono svelare i segreti di come si è formato il Sistema Solare. 

Dall’altro lato, solo arrivarci significa innovare, sviluppare nuove tecnologie e imparare nuovamente come viaggiare sulla Luna, come gestire la logistica e tutto ciò che serve per una base vivace. Questo avrà un enorme valore tecnologico sia sulla Luna che qui sulla Terra. E, naturalmente, lungo il percorso, ispireremo milioni di ragazzi in tutto il mondo.

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