Storie Web martedì, Gennaio 27
È una staffetta senza fine. La conoscenza è necessaria

La lotta all’antisemitismo è, per questo Governo, un presupposto essenziale“, così il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, durante la presentazione delle iniziative, patrocinate dalla Presidenza del Consiglio, per il Giorno della Memoria, assieme alla Presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, e il Coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo, Pasquale Angelosanto. 

Il ministro Abodi ha parlato di “semina buona“: “Siamo appena tornati dal viaggio della Memoria con 100 ragazzi che, per il terzo anno consecutivo, hanno cercato di conoscere e comprendere il senso di quella tragedia e di assumere nuove sensibilità e consapevolezze. Questo è il contrasto all’antisemitismo che poi si allarga a tutte le forme di discriminazione“.

“Ottantuno anni fa andò in scena il punto più basso dell’umanità”

Il ministro ha poi spiegato: “La Giornata della Memoria rappresenta per la Presidenza del Consiglio e per tutte le istituzioni coinvolte, un impegno che non può che essere costante, profondo, coordinato, sinergico, quotidiano. Quello che la cronaca ci rappresenta sistematicamente è un’esigenza di alfabetizzazione continua. La cronaca di questi anni dimostra come il tema antisemitismo non sia ancora stato metabolizzato”. E ancora: “Ottantuno anni fa andò in scena il punto più basso dell’umanità, che non è e non deve essere confuso con altre tragedie e non ci devono essere confusione sui termini“. 

“Staffettisti della Memoria”

“Dobbiamo continuare a essere degli staffettisti della memoria”, ha il ministro per lo Sport e i Giovani. L’ascolto diretto, lo scambio di sguardi, hanno lasciato un segno profondo nei giovani che hanno vissuto questa esperienza”, ha spiegato, sottolineando quanto il contatto umano renda la memoria qualcosa di concreto e non solo simbolico. Per il ministro, la Giornata della Memoria non può ridursi a una ricorrenza formale, ma deve tradursi in un impegno continuo da parte delle istituzioni: C’è necessità di un’azione collettiva e trasversale, che coinvolga scuola, società civile e mondo istituzionale: solo così la consapevolezza di ciò che è stato può diventare patrimonio del presente e contribuire a costruire un futuro più rispettoso della dignità umana“. Una sfida che, ha concluso, richiede richiami costanti e un lavoro strutturato, perché la memoria non si disperda e continui a parlare alle nuove generazioni. “Avvertiamo l’esigenza di dare un senso e un valore alle sofferenze dell’altro secolo. Sofferenze di milioni di persone che, evidentemente, non hanno ancora insegnato definitivamente il rispetto nei confronti della vita e di ciò che è stato, probabilmente, unico nella storia dell’essere umano”

“Ghali, ospite della Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici?” “La scelta degli artisti è per la performance”

Alla domanda se fosse d’accordo sulla presenza di Ghali (dichiaratamente pro-Palestina) ai Giochi di Milano-Cortina, il ministro Abodi ha risposto: “Le caratteristiche della cerimonia di apertura delle Olimpiadi sono centrate sul rispetto. Questo azzera i rischi di libera interpretazione. La scelta degli artisti si associa anche alla scelta delle performance, sicuramente su quel palcoscenico, al di là del vissuto di ogni artista, non ci saranno equivoci sull’indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico“. 

Di Segni su Ghali: “Fiduciosa che saprà cosa dire”. “Il contesto deve restare sportivo e universale”

Sul tema, Noemi Di Segni ha chiarito a sua volta: “È chiaro che spero che Ghali abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee a guida sul ruolo che deve svolgere. Quindi sono fiduciosa che capirà cosa deve fare in quel contesto e in quel momento”. 

La presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha poi specificato: “Rispettiamo questa scelta, io avrei chiamato qualcun altro. Credo che lui sarà ancora più responsabilizzato e consapevole di cosa rappresenta in occasione di un evento così importante”. La Di Segni ha sottolineato come i Giochi Olimpici impongano un livello particolare di attenzione e responsabilità istituzionale: “In occasione di queste Olimpiadi c’è un’attenzione specifica, perché arrivano persone e atleti da fedi diverse e da tutto il mondo“. Da qui anche il lavoro svolto sul piano del dialogo interreligioso: “Si è creato un momento di confronto sulle esigenze religiose durante la manifestazione sportiva, proprio per garantire rispetto e convivenza in un contesto che deve restare prima di tutto sportivo e universale“.

“Non raccontare solo il male subìto, ma diffondere la cultura di un popolo”

La Presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, ha parlato di un percorso di memoria che passa attraverso la scrittura, intesa come fonti, testimonianze, diari, racconti dei testimoni viventi in Italia, letteratura e poesia, ma anche come non detto o distorsione della realtà.

“Non si deve raccontare solo il male”, ha sottolineato, “ma anche diffondere la conoscenza della cultura ebraica e dei luoghi di accoglienza oltre che di deportazione”. La Presidente Di Segni ha sottolineato come sia difficile far capire ai giovani il significato profondo di alcune parole, soprattutto “genocidio” e ha sottolineato la necessità di una attuazione strategia, concreta e fattiva. “Da 2 anni, dopo il 7 ottobre, abbiamo capito quanto il lavoro sulla memoria sia diventato una sfida ancora più ardua con ancora più punti interrogativi”.

La sfida è come costruire l’identità tra i giovani”, ha precisato la Di Segni. “Sono 7 le proposte nel ddl in questo momento in discussione e da domani in Senato, alle quali si aggiunge il lavoro fatto con il coordinatore Angelosanto: vogliamo dare una risposta all’antisemitismo di oggi e a quegli elementi che riguardano anche la Shoah. Alle misure legislative si aggiungano politiche attive”, ha concluso.

Antisemitismo, un fenomeno in crescita

Il generale Pasquale Angelosanto, coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo, durante la conferenza, ha spiegato che il fenomeno dell’antisemitismo sembra essere riesploso: le aggressioni fisiche sono cresciute da 1, nel 2023, a 16 nel 2025 e la strategia per contrastare il fenomeno si basa sulla prevenzione.

Dai dati emerge una crescita costante del fenomeno: “Le rilevazioni mostrano un andamento progressivo dell’antisemitismo negli ultimi anni, con un ‘nocciolo duro’ di adesioni impermeabile a qualsiasi forma di prevenzione“. In particolare, dopo il 7 ottobre, si è registrata un’impennata significativa. Nel 2024 abbiamo già superato i dati dell’anno precedente – ha concluso – e il CDEC (il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, ndr.) registra circa 960 episodi, segno che il fenomeno è in aumento costante”.

segnalazioni atti di antisemitismo (uff stampa)

La strategia contro l’antisemitismo punta molto sulla prevenzione

Le azioni di discriminazione sono passate da tre nel 2023, a circa 60 dell’anno scorso. Questo è il quadro. Attraverso questi dati noi possiamo orientare la nostra attività di prevenzione, soprattutto perché la nostra strategia punta molto sulla prevenzione. Un’azione che abbiamo programmato di svolgere” ha spiegato il generale Angelosanto che ha aggiunto: “A novembre scorso il Parlamento ha approvato una legge che prevede uno stanziamento di 300 mila euro per la realizzazione della Mappa della Memoria, attraverso ricerche storiche e l’iniziativa della mostra documentale ricordo della Shoah, organizzata e promossa dalla prefettura di Taranto, dal Dipartimento delle Libertà civile per l’immigrazione che verrà presentata dopodomani. Un aspetto fondamentale di tutta la strategia è proprio quella della conoscenza. Cioè: diffondere il più possibile, quindi in chiave di prevenzione, la conoscenza di quella che è la cultura ebraica

segnalazioni atti di antisemitismo (uff stampa)

Cinque direttrici per un’azione strategica

La strategia nazionale contro l’antisemitismo è la bussola che orienta tutte le attività“, ha spiegato ancora Angelosanto, ricordando la strategia che coinvolge tutte le amministrazioni dello Stato, oltre a numerosi enti pubblici e privati, era stata presentata in Consiglio dei Ministri il 19 febbraio 2025 e che, a un anno dall’avvio, “su 68 azioni previste, 25 verranno sviluppate nel breve e medio periodo, circa un terzo del totale: un risultato molto importante per un solo anno di lavoro”

La prima direttrice strategica è lo scenario, cioè capire qual sia il fenomeno e qual sia il contesto italiano in cui si colloca, dentro un quadro internazionale più ampio, poi seguono la formazione; la tangibilità; la protezione; e la comunicazione.

 

segnalazioni atti di antisemitismo (uff stampa)

Eventi, viaggi, testimonianze e dibattiti, anche per i più piccoli, per non dimenticare

In occasione della giornata saranno molteplici gli eventi commemorativi e culturali, come mostre, conferenze e viaggi commemorativi: tra questi, la visita virtuale ai campi di sterminio di Auschwitz, che hanno richiesto il patrocinio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Giornata della Memoria 2026. 

Diversi enti, tra cui il Ministero per lo Sport e i Giovani, il MAECI e il MIM, ne hanno richiesto il patrocinio Evidenti, in molte iniziative, le collaborazioni con istituzioni come l’UCEI e il MEIS. 

Le scuole partecipano attivamente con corsi, concorsi e visite guidate online e iniziative educative che mirano a sensibilizzare gli studenti sulla Shoah e le sue conseguenze, come le proiezioni di film come “La vita è bella” e “Schindler’s List” o la lettura di testi o discussioni per coinvolgere i giovani verso la memoria storica.

Da sottolineare anche le testimonianze, previste in diversi istituti, di figure chiave come Nando Tagliacozzo e Liliana Segre.

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