Storie Web sabato, Gennaio 17
Dry January? Ecco qualche consiglio sui vini leggeri per bere con moderazione ma senza privazioni

Sul fronte dei bianchi la scelta si fa più semplice. Per tradizione e stile produttivo si prestano meglio a una cucina leggera e a un consumo più disinvolto. Anche qui vale la regola dell’altitudine: vini più sottili, freschi, ma tutto fuorché banali. Sulle Dolomiti penso a una Nosiola o a un Pinot Bianco; restando nel nord Italia vengono subito in mente il Lugana e certi Soave giovani ed eleganti. Se cercate una lieve aromaticità, ottimi i Roero Arneis, ma anche alcuni Greco di Tufo irpini o la Cococciola abruzzese, vitigno ancora poco raccontato ma molto efficace in termini di bevibilità.

 

Uno sguardo oltre confine: Austria e Germania sono da sempre maestre nel produrre grandi bianchi a bassa gradazione. Riesling tedeschi della valle del Reno, Grüner Veltliner lungo il Danubio, Sauvignon blanc della Stiria. Sono vini di precisione, freschezza e grande personalità.

 

Chiudiamo con le bollicine, quintessenza del bere agile. Se optate per un Prosecco (meglio Docg) la gradazione è generalmente più contenuta rispetto a Champagne e Metodo Classico. Se l’obiettivo è davvero la moderazione, lasciate quindi perdere i millesimati e restate sulle cuvée classiche.

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