L’Ucraina ha dichiarato di essersi scusata con Helsinki dopo che due droni ucraini si sono schiantati nel sud della Finlandia durante il fine settimana, aggiungendo che probabilmente sono stati deviati dalla loro rotta a causa di interferenze russe. «In nessun caso i droni ucraini erano diretti verso la Finlandia. La causa più probabile è l’interferenza dei sistemi di guerra elettronica russi. Ci siamo già scusati con la parte finlandese per questo incidente>, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Ministero degli Esteri, Georgiy Tykhy.
Sulla vicenda è intervenuta anche la portavoce per gli affari esteri della Commissione europea Anitta Hipper: «Sul piano diplomatico, il nostro messaggio è chiaro e l’Alto rappresentante è sempre stato fermo nel ribadirlo: anche quando abbiamo droni che sorvolano il territorio degli Stati membri dell’Ue, il principale responsabile resta la Russia. Senza la Russia, questo non accadrebbe». «Domani avremo anche il Consiglio Affari Esteri, che si terrà in Ucraina – ha anche aggiunto -. Sarà un’occasione non solo per commemorare ancora una volta tutte le terribili tragedie di Bucha, ma anche per rilanciare il sostegno all’Ucraina. Restiamo impegnati a sostenere l’Ucraina, in particolare per quanto riguarda la sua sicurezza e difesa, e per consentirle di proteggersi lungo tutto il periodo necessario». Ancora sui droni caduti in Finlandia, per i quali la Commissione ha rinviato alle autorità locale per una conferma formale che si tratti effettivamente di velivoli ucraini, «siamo pienamente consapevoli di quanto accaduto e stiamo seguendo la situazione molto da vicino – ha detto un altro portavoce della Commissione, Thomas Regnier – Vorrei ricordare che affrontare queste incursioni di droni è innanzitutto una competenza degli Stati membri, e non si tratta dei primi episodi. Siamo ovviamente molto preoccupati per queste incursioni. È anche per questo che, a livello europeo, abbiamo adottato diverse misure per rafforzare le capacità dei nostri Stati membri».
Zelensky propone a Mosca tregua sull’energia
Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha esortato la Russia ad accettare una cessazione reciproca degli attacchi contro gli impianti energetici per contribuire ad alleviare la crisi petrolifera globale innescata dalla guerra in Medio Oriente. «Se la Russia è pronta a smettere di colpire gli impianti energetici ucraini, noi non colpiremo in risposta il loro settore energetico», ha dichiarato Zelensky ai giornalisti.
Tajani: non siamo vicini a un cessate il fuoco
La guerra in Ucraina è in un punto di «non prossimità al cessate il fuoco», «evidentemente non si riesce a trovare un accordo, c’è un irrigidimento della parte russa che fa delle richieste inaccettabili». Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel suo intervento in videocollegamento all’evento ’Forum della cucina italiana’ a Masseria Li Reni con Bruno Vespa. «Non vedo un risultato positivo dietro l’angolo», ha aggiunto.
Raid di droni ucraini nella regione di Rostov
Sul fronte militare, nella notte tra domenica e lunedì una persona è morta e un’altra è rimasta ferita in un attacco di droni delle forze ucraine a Taganrog, nella regione di Rostov, in Russia. Lo ha riferito su Telegram il governatore della regione Yuri Slyusar. I social citati da Ukrainska Pravda riportano che si è trattato del «più potente attacco» a Taganrog durante l’intera guerra con l’Ucraina. Le esplosioni sarebbero durate oltre due ore.