E questo suggerisce un messaggio incoraggiante: anche se non si è mai stati particolarmente sportivi, non è mai troppo tardi per iniziare. Il melanoma è la forma più aggressiva di tumore della pelle, ma anche i tumori ‘non melanoma’, pur essendo spesso meno pericolosi, sono estremamente diffusi.
Le ipotesi in campo
Ma come mai l’attività fisica può apportare benefici anche in questa popolazione di pazienti? Gli studi osservazionali non possono dimostrare con certezza un rapporto di causa-effetto, ma gli scienziati hanno ipotizzato una serie di meccanismi. L’esercizio fisico può migliorare la funzione del sistema immunitario e sinergizzare l’effetto dell’immunoterapia, ridurre l’infiammazione cronica e lo stress metabolico (correlati alla progressione e alla mortalità in diverse tipologie di tumori), aiutare a controllare peso, pressione arteriosa e glicemia e infine, migliorare la tolleranza ai trattamenti oncologici.
Insomma, un fisico più attivo potrebbe essere più resiliente sia contro il tumore, che contro altre malattie.
I limiti della metanalisi
Un lavoro di certo interessante ma con tutti i limiti comportati dalle metanalisi e dagli studi osservazionali. In molti degli studi considerati l’attività fisica era auto-riferita mediante questionari compilati dai pazienti (e non misurata oggettivamente, a esempio con un accelerometro). A oggi inoltre non sono disponibili trial clinici randomizzati sull’argomento, gli unici in grado di dimostrare un rapporto causa-effetto.
Nonostante queste limitazioni tuttavia i risultati di questa metanalisi sono incoraggianti. Le autrici dello studio suggeriscono che l’attività fisica potrebbe essere un intervento semplice, sicuro e low cost da integrare nei programmi di cura e di follow-up dei pazienti che hanno avuto un tumore della pelle.
