
I fatti di Crans-Montana in Svizzera hanno lasciato il segno. E, per evitare che episodi analoghi possano ripetersi, i Comuni hanno deciso di adottare la tecnica della prevenzione. Ossia, vietare l’uso di elementi che possano scatenare incendi nei locali chiusi. Da Olbia a Cortina, passando per altri piccoli centri, in attesa che arrivi il provvedimento annunciato dal Governo, c’è già chi si è portato avanti.
I divieti di Olbia
A Olbia, nel nord est della Sardegna, il sindaco Settimo Nizzi ha emanato un’ordinanza, in vigore dal 10 gennaio sino al 31 dicembre di quest’anno in cui si dispone il divieto di utilizzo di bottiglie con scintille, fontane luminose ed altri articoli pirotecnici all’interno dei locali pubblici presenti sul territorio comunale.
Il provvedimento nasce dall’esigenza di garantire la massima tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana, alla luce dei recenti e tragici eventi verificatisi in un locale della località turistica di Crans-Montana, che hanno evidenziato i rischi connessi all’uso di fiamme ed effetti luminosi in ambienti chiusi e affollati.
«La sicurezza dei nostri concittadini rimane la nostra priorità assoluta – sottolinea il sindaco – . Gli episodi accaduti all’estero ci ricordano cosa può accadere in determinate circostanze quando si sottovalutano i rischi. Con questa ordinanza intendiamo prevenire situazioni di pericolo e tutelare la comunità, i lavoratori e gli stessi gestori dei locali. È una misura decisamente necessaria, che confidiamo venga accolta con senso di responsabilità da tutti. Invitiamo gestori, organizzatori di eventi e cittadini a rispettare scrupolosamente le disposizioni, contribuendo così alla sicurezza collettiva». E per i prossimi giorni è stata annunciata anche una stretta con controlli nei locali.
Cortina d’Ampezzo e Lecce
Discorso analogo a Cortina d’Ampezzo dove il sindaco ha emanato l’ordinanza «con effetto immediato, ai fini della tutela dell’incolumità delle persone, nonché a tutela del patrimonio pubblico o privato» con cui si vieta «su tutto il territorio comunale, in particolare nei locali pubblici in esso insediati, l’utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici».