Storie Web giovedì, Giugno 4

Via libera alle nuove regole che rafforzano il ruolo dei consorzi di tutela dei prodotti agroalimentari di qualità (Dop e Igp). È stato varato il decreto del ministero dell’Agricoltura che dà attuazione al regolamento Ue 2024/1143 che aveva riformato le regole sui prodotti Dop e Igp introducendo nuove competenze proprio per i consorzi di tutela. Si tratta di misure molto importanti per l’Italia paese pioniere (il consorzio del Grana padano è nato nel 1954 mentre il regolamento Ue che introduce Dop e Igp è del 1992) e leader nelle denominazioni d’origine e nel quale i consorzi di tutela hanno svolto un ruolo decisivo nello sviluppo e nella diffusione sui mercati dei prodotti di qualità.

Le nuove norme prevedono innanzitutto un rafforzamento dei poteri dei consorzi confermati nel loro ruolo di soggetti centrali per la promozione, la valorizzazione, la vigilanza, la tutela giuridica dei marchi, competenze alle quali si aggiunge ora anche la gestione produttiva della denominazione e le competenze rafforzate in materia di proprietà intellettuale, contrasto agli usi illeciti, monitoraggio dei mercati e tutela online. Sotto il profilo della tutela sono rafforzate leve consortili sull’utilizzo, sempre più diffuso, dei prodotti Dop e Igp come ingredienti di altri prodotti alimentari trasformati.

A queste competenze se ne aggiungono poi due nuove: turismo enogastronomico e sostenibilità. I consorzi, da un lato, si potranno fare promotori di iniziative turistiche valorizzando il prodotto, la sua storia, il legame con l’ambiente e il valore aggiunto espresso dalle comunità locali. Dall’altro, potranno rivestire il ruolo di capofila e promuovere gli investimenti delle imprese in sostenibilità.

I decreto Masaf che riguarda i prodotti alimentari Dop e Igp (per il vino seguirà un secondo provvedimento ad hoc) ha tra i punti qualificanti la definizione di criteri di rappresentanza delle diverse categorie produttive filiera per filiera. Un altro aspetto importante perché in passato proprio i contrasti sui pesi da assegnare alle differenti categorie (nell’olio d’oliva contano più gli olivicoltori o i frantoiani?) ha spesso frenato lo sviluppo di iniziative consortili.

Importante, infine, anche la possibilità di costituire un consorzio che rappresenti più marchi Dop e Igp anche di differenti categorie merceologiche ma di uno stesso territorio. Una norma che potrà consentire di dare rappresentanza anche a piccole produzioni locali.

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