Storie Web giovedì, Aprile 9

A causa della situazione in Medio Oriente, l’economia europea «rimane a rischio di uno shock stagflazionistico», caratterizzato da crescita lenta e inflazione elevata. Lo afferma il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis nel corso del suo intervento di fronte alla commissione Affari monetari del Parlamento europeo.

Il peso della crisi Usa-Iran

Il cessate il fuoco di due settimane raggiunto tra Usa e Iran «porta una riduzione delle tensioni di cui si sentiva il bisogno, che si riflette anche nei mercati energetici, con il greggio Brent che ora scambia al di sotto dei cento dollari al barile. Tuttavia, le prospettive a lungo termine restano offuscate da una profonda incertezza», sottolinea il commissario.

Le stime per il 2026

La Commissione stima che la crescita dell’Ue per il 2026 «potrebbe essere inferiore di circa 0,2-0,4 punti percentuali rispetto alle proiezioni delle previsioni economiche autunnali, nello scenario di una perturbazione di breve durata. In questo caso, l’inflazione potrebbe essere superiore fino a un punto percentuale», spiega Dombrovskis.

«Se le perturbazioni dell’offerta si rivelassero più sostanziali e durature, le conseguenze negative per la crescita sarebbero ancora maggiori: la crescita potrebbe essere inferiore di 0,4-0,6 punti percentuali e l’inflazione superiore di 1,1-1,5 punti percentuali sia nel 2026 che nel 2027», con «altri fattori» che «potrebbero amplificare ulteriormente l’impatto economico negativo appena delineato».

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