Storie Web giovedì, Febbraio 29
Notiziario

Il fondo per i disturbi alimentari non è stato dimenticato dall’ultima legge di Bilancio, «Era stato istituito in attesa dell’arrivo dei Lea (Livelli essenziali di assistenza n.d.r.) che questo governo ha approvato nel luglio del 2023. Loro sì, i Lea, erano stati dimenticati dai governi precedenti». Il ministro della Salute Orazio Schillaci risponde così, attraverso il Corriere della Sera, alle associazioni sulla necessità di ripristinare le risorse per contrastare malattie come anoressia, bulimia o il binge eating (abbufata di cibo). «Per applicarli nel complesso, ha spiegato Schillaci, è stato previsto uno stanziamento di 50 milioni nel 2024 e 200 milioni nel 2025». In questo modo spiega il ministro «i fondi per i disturbi alimentari sono diventati strutturali, da ora in poi ci saranno sempre. Non abbiamo ritenuto necessario intervenire con una somma straordinaria. Nel biennio precedente, 2022 e 2023, lo stanziamento è stato dichiaratamente temporaneo».

In attesa del Nomenclatore e dei Lea

I Lea però non sono ancora scattati. Come anticipato sulle pagine de Il Sole 24 Ore prima delle vacanze di Natale i governatori hanno chiesto un rinvio “tecnico” per l’applicazione dei nuovi livelli di assistenza. Rinvio confermato ora anche dal ministro: «Le Regioni, per motivi organizzativi hanno chiesto un rinvio e questo ha comportato la necessità di rifinanziare il fondo temporaneo a favore dei disturbi alimentari per i pochi mesi del rinvio».

Le rassicurazioni di Schillaci

«I soldi arriveranno, dovranno essere spesi e soprattutto dovranno essere spesi bene. Sono sorpreso dalle grida di allarme dell’opposizione – prosegue il ministro – quando avrebbero potuto intervenire, hanno preferito il pannicello caldo dei fondi straordinari alle certezze dei nuovi Lea, lasciati da loro nel cassetto dal 2017».

Il salvagente del Milleproroghe

«In attesa della piena operatività del nuovo Nomenclatore tariffario e dell’ulteriore aggiornamento dei Lea, atteso per il primo semestre 2024, al fine di garantire ai pazienti con disturbi del comportamento alimentare un’appropriata presa in carico da parte delle strutture regionali ho deciso, con un emendamento che sarà proposto in conversione al decreto Milleproroghe, di mettere a disposizione del Fondo straordinario dedicato, pur in assenza della completa rendicontazione da parte delle Regioni, un fondo pari a 10 milioni di euro per il 2024».Questa era la risposta dello stesso ministro Schillaci a un’interrogazione durante il Question Time alla Camera dei giorni scorsi. Anche in quell’occasione rispondendo all’asula di Montecitorio il ministro aveva precisato che, «con l’entrata in vigore del nuovo Nomenclatore tariffario e dell’ulteriore aggiornamento dei Lea, sarà garantita finalmente la piena copertura finanziaria in modo strutturale per l’erogazione delle prestazioni a beneficio di tutti i pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare, rendendo di fatto non più necessario un qualsivoglia Fondo straordinario a carattere temporaneo che finora è stato sperimentato».

Le risorse temporanee messe in campo

La legge di Bilancio del 2022 aveva previsto, nelle more dell’aggiornamento dei Lea , l’istituzione presso il ministero della Salute di un Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione con dotazione di 15 milioni di euro per l’anno 2022 e 10 milioni per l’anno 2023. Fondo che l’ultima manovra non è stato rifinanziato. «Ad oggi dalle relazioni intermedie presentate da un apposito comitato tecnico-scientifico – aveva sottolineato Schillaci nella stessa risposta al Question Time – si evince che le Regioni e le Province autonome hanno impegnato il 59% del finanziamento e speso solo il 3%». Le risorse complessive, quindi, aveva concluso il ministro, sono state ripartite sulla base delle quote in eccesso di fabbisogno, ed entro il 31 ottobre di quest’anno le Regioni/Pa dovranno trasmettere una relazione e una rendicontazione finanziaria.

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