Storie Web domenica, Aprile 21
Notiziario

Di cosa è fatta la materia oscura? Che proprietà fisiche ha? E come possiamo assicurarci che esista davvero? I quesiti sono numerosi, ma alcuni potrebbero trovare risposta in un futuro non troppo lontano: stiamo parlando dell’esperimento BabyIAXO che è in fase di allestimento al sincrotrone tedesco Desy di Amburgo ed è stato ideato per scovare qualche traccia degli sfuggenti assioni, ipotetiche particelle elementari che costituirebbero una parte della materia non tradizionale.

Grazie all’impiego di un telescopio solare composto da un magnete lungo 10 metri e da rilevatori di raggi X ultrasensibili, si cercherà di fotografare il processo di conversione degli assioni in fotoni, ossia in energia elettromagnetica.

«La ricerca sulla materia oscura è essenziale per comprendere la composizione del nostro universo: si ritiene che solamente per il 5% sia fatto di materia tradizionale, mentre la restante parte è ancora tutta da scoprire», racconta Sergio Calatroni, fisico e ricercatore presso il Cern di Ginevra, nonché uno dei rari italiani coinvolti nelle prime pubblicazioni scientifiche su BabyIAXO.

«Proprio per le incongruenze dell’attuale teorizzazione dell’insieme di particelle – il cosiddetto modello standard – ci sono molte ragioni per cui gli assioni dovrebbero esistere, e una volta scoperti potrebbero aprire le porte a nuovi sviluppi in astrofisica». Secondo gli studi teorici finora condotti, queste particelle dovrebbero essere piuttosto particolari: una massa piccolissima, nessuna carica elettrica e risentirebbero quasi solo dell’interazione di tipo gravitazionale, interagendo pochissimo con la materia ordinaria.

Alla ricerca degli assioni

La ricerca degli assioni, che prosegue da diversi decenni, sembra avvicinarsi a un potenziale punto di svolta. Per anni sono state ipotizzate soluzioni per rintracciare queste particelle e finalmente nel corso del 2024 – o poco più – si potrebbero ottenere risultati, in positivo o in negativo, puntando questo particolare telescopio verso il centro del Sole per 12 ore al giorno.

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