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backstair / Gioventù Meloniana: inchiesta su giovani di FdI



21 Giugno 2024



19:45

Secondo Giovanni Donzelli, l’inchiesta di Fanpage.it che ha rivelato ciò che accade all’interno di Gioventù nazionale (tra inni al Duce e simboli nazisti) è “faziosa”. Dentro Fratelli d’Italia, “non c’è spazio per razzisti, antisemiti, violenti e nostalgici delle dittature del novecento”, ha dichiarato il responsabile nazionale del partito.

Da Fratelli d’Italia e dal governo si moltiplicano le dichiarazioni in difesa di Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile del partito, dopo che l’inchiesta di Fanpage.it ha rivelato cosa accade tra le fila della futura classe dirigente targata FdI. “Non do alcuna credibilità alle inchieste faziose degli organi di stampa militanti della sinistra. Abbiamo già visto in passato le loro operazioni di taglia e cuci per distorcere la realtà”, ha dichiarato oggi Giovanni Donzelli, responsabile nazionale del partito.

Tra saluti romani, inni al Duce e cori nazisti, il team investigativo Backstair ha mostrato come si formano e a quale simbologia – quella nazifascista – si ispirano i giovani militanti della destra meloniana. Dopo diversi giorni di silenzio, ancora mantenuto dalla premier, dalla compagine di Giorgia Meloni si sono levate le prime voci in difesa del movimento giovanile. “Il tentativo di rappresentare Fratelli d’Italia come un movimento estremista e nostalgico è patetico e insulta più di un quarto degli elettori italiani che hanno votato FdI”, ha aggiunto Donzelli.

Secondo il deputato “in Fratelli d’Italia non c’è spazio per razzisti, antisemiti, violenti e nostalgici delle dittature del novecento. Ma da quello che vediamo in questi giorni c’è ampio spazio per questa gente a sinistra. Peccato che questi sedicenti giornalisti d’inchiesta mantengano una desolante omertà su tutto quanto succeda a sinistra”. Intanto, dalla sua pubblicazione, l’inchiesta su Gioventù Nazionale è presto diventata un caso, dapprima portato in Parlamento con un’interrogazione del Pd che ha costretto il governo a fornire una prima risposta su quanto emerso.

Sulla falsa riga delle parole di Donzelli anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, aveva  dichiarato che “il movimento Gioventù nazionale non ha mai attaccato collettivi di sinistra e non ha mai esibito striscioni con riferimenti al fascismo e al nazismo”, ribadendo che “nel nostro Paese sono altri, e di diversa ispirazione, i sodalizi che manifestano comportamenti illiberali e violenti”.

Ma l’eco avuta dall’inchiesta ha raggiunto anche le istituzioni europee, dalle quali è arrivata una ferma condanna nei confronti della simbologia fascista esibita dai giovani militanti. “Non crediamo che sia appropriata, la condanniamo, pensiamo che sia moralmente sbagliata. Siamo molto chiari su questo”, aveva dichiarato il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer. 

Negli scorsi giorni, in attesa di un commento dai dirigenti di FdI,  si è anche consumato uno scontro tra la presidente del gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo, Iratxe Garcia Perez, e il co-presidente di Ecr Nicola Procaccini, apparso anch’egli nell’inchiesta. “Siamo scioccati dal documentario realizzato dal sito Fanpage che racconta lo stretto legame tra il partito della Meloni e le nostalgie fasciste”, alludendo a un fotogramma del servizio “che mostra chiaramente il co-presidente dell’Ecr Procaccini mentre fa il cosiddetto “saluto fascista”, il saluto gladiatorio”, aveva dichiarato.

Subito dopo Procaccini aveva annunciato querela nei confronti della presidente social democratica, sostenendo che le dichiarazioni di Perez fossero “una calunnia brutale”. Il leader dei Conservatori aveva poi giustificato così il saluto mostrato nel fotogramma: “Ero troppo vicino a una persona, uno di noi ha preso il bicipite, lui mi ha afferrato il gomito”.

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