Storie Web mercoledì, Febbraio 28
Notiziario

Si sentiva uomo e non donna e ha così deciso di iniziare un percorso di “transizione” ma dopo cinque mesi, quando ormai le terapie ormonali avevano già iniziato a produrre effetti concreti sul fisico, ha scoperto di essere incinta. E’ accaduto a Roma e la vicenda ha colpito molto i sanitari per la rarità del caso.

L’iter era iniziato anni fa, con il percorso psicologico per accertare e avere diagnosticata la disforia di genere. Successivamente, con la terapia il corpo aveva iniziato ad assumere sembianze maschili: i peli, la barba. Era seguita la mastectomia e successivamente il Tribunale aveva autorizzato anche la rettifica anagrafica del sesso e quindi, il cambio del nome sui documenti. Mancava solo l’ultimo tassello della transizione, cioè l’isterectomia (l’asportazione dell’utero), quando ha scoperto di essere incinta di cinque mesi. 

 “Si tratta di un caso ultra-raro, da sfiorare l’incredibile. E di una complessità psicologica e di sofferenza che mette i brividi” spiega Andrea Lenzi, docente di endocrinologia all’ università “Sapienza” di Roma. “In questa epoca di social network, in cui le parole vengono spesso usate senza pensare al peso che possono avere nella storia di una persona, il mio invito, in particolare in questo caso, è alla massima delicatezza nei confronti di una persona che sta vivendo un dramma indicibile”, sottolinea l’endocrinologo. “Purtroppo è chiaro che la persona in questione – continua – sia in gravissima difficoltà. Una disforia di genere è una condizione che già di per sé porta ad un’intensa e persistente sofferenza, causata dal sentire la propria identità di genere diversa dal proprio sesso. In questo quadro, vicino a diventare maschio, essere in gravidanza, è una cosa di una complessità infinita”. 

Al momento sono in corso gli accertamenti per capire se le terapie ormonali abbiano causato danni al feto.

Condividere.
© 2024 Mahalsa Italia. Tutti i diritti riservati.