64,7 miliardi l’export dell’Italia nel 2024 verso gli Stati Uniti, il 10,4% dell’intero export del nostro paese. E’ necessario partire da questi numeri per immaginare le ripercussioni sulla nostra economia e sulle nostre imprese qualora dagli annunci, l’amministrazione Trump, passasse ai fatti. Ecco perché dal Ministero degli Esteri si cerca di anticipare le mosse americane e, ipotizzando lo scenario più penalizzante, si mettono nero su bianco delle alternative a partire dall’implementazione degli ‘altri’ mercati di sbocco delle nostre merci. Mercati extra paesi G7, definiti ad alto potenziale, che da soli doppiano l’export verso gli Usa raggiungendo oltre 130 miliardi di valore. Parliamo, tra gli altri, di Turchia, Cina, Emirati Arabi Uniti, Messico, Arabia Saudita, Brasile, India ed Algeria.
“A fronte delle incognite legate all’attuale contesto internazionale, il Governo è al fianco delle imprese per sostenerne l’export e l’internazionalizzazione attraverso un insieme coordinato di interventi” ribadisce il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani che, domani alla Farnesina, presenterà alle associazioni del mondo produttivo italiano un Piano d’azione per l’accelerazione dell’export sui mercati extra-Ue ad alto potenziale. “Il Piano d’Azione – spiega Tajani – è un nuovo strumento concreto, che verrà attuato attraverso un lavoro di squadra della Farnesina con le agenzie del ‘Sistema Italia’ per favorire il dialogo tra aziende italiane, operatori locali e controparti estere, sostenendo la cooperazione economica e favorendo le opportunità commerciali”.
Nel 2024 l’export italiano – sottolinea la Farnesina – ha registrato risultati particolarmente rilevanti nei mercati extra-Ue: 17,6 miliardi di Euro in Turchia (+23,9% rispetto all’anno precedente), 7,9 miliardi negli Eau (+19,4%), 6,6 miliardi di euro in Messico (+7,4%), 5,8 miliardi in Brasile (+8,1%), 6,2 miliardi di euro in Arabia Saudita (+27,9%), 5,2 miliardi di euro in India (+1%). Fra le priorità anche i Paesi dell’Africa, che hanno totalizzato oltre 20 miliardi di export; l’Asean con 10,7 miliardi di euro di export e un aumento del 10,3% e i Balcani Occidentali con 6,5 miliardi di euro e +13,4%.
Ambasciate coinvolte con la ‘Diplomazia della crescita’
Il Piano d’Azione per l’Export Italiano prevede inoltre una serie di misure quali: missioni istituzionali e imprenditoriali, rafforzamento delle attività fieristiche, supporto finanziario all’export, apertura di nuove sedi all’estero da parte delle agenzie del “polo dell’export” in mercati strategici. In particolare per il supporto finanziario all’export questo avverrà con strumenti di finanza agevolata, garanzie pubbliche e plafond dedicati per incentivare gli investimenti e sostenere l’espansione delle imprese italiane in tali mercati emergenti. Inoltre, per potenziare la distribuzione dei prodotti italiani all’estero, il Piano prevede azioni mirate nel settore della GDO e dell’e-commerce, attraverso la stipula di accordi con catene distributive internazionali e piattaforme digitali, in grado di facilitare l’ingresso di nuove aziende in questi mercati. All’evento di domani interverranno i vertici di Ice, Cdp, Sace e Simest e delle principali associazioni di categoria del mondo produttivo. Con l’occasione, sarà presentata anche la guida modello sulla “diplomazia della crescita”, che le Ambasciate italiane nei Paesi obiettivo del Piano d’azione stanno elaborando al fine di fornire informazioni concrete e specializzate alle imprese interessate a sviluppare attività di affari in tali mercati.