
Se da una parte il blitz in Venezuela contro Maduro delinea l’intenzione degli Usa a guida Trump, nell’ambito della nuova strategia di sicurezza nazionale, di rispolverare la cosiddetta “Dottrina Monroe”, ovvero la linea di politica estera in base alla quale ogni intervento delle potenze europee negli affari dei Paesi del continente americano, “giardino di casa” di Washington, va considerato un atto di ostilità verso gli Stati Uniti, dall’altra l’Italia non è una spettatrice disinteressata, in quanto mantiene un interesse strategico su quel continente, a cominciare, appunto, dall’America Latina.
Quest’area, che ha assistito e assiste a un braccio di ferro a distanza, anche economico, tra gli Usa da una parte e Cina e Russia dall’altra, e che è ricca di materie prime spesso non sfruttate, ha infatti legami storici, culturali ed economici profondi grazie all’emigrazione italiana, a una matrice religiosa comune e a partnership strategiche per la politica estera, il tutto rafforzato da un forte interscambio culturale e commerciale. Il 6-7 ottobre si è svolta a Roma la XII Conferenza Italia – America Latina e Caraibi, momento di incontro a cadenza biennale a cui hanno partecipato i ministri degli esteri dei Paesi latinoamericani.
Con uno interscambio con l’Italia di oltre 33 miliardi di euro nel 2024, l’America Latina ospita più di 3 mila imprese italiane che impiegano oltre 20.000 addetti, presenti nei settori più svariati dell’economia: energia, commercio all’ingrosso, trasporti, agroalimentare, infrastrutture. Il fatturato complessivo del nostro sistema produttivo delocalizzato in America Latina è di oltre 70 miliardi di euro.
L’Italia, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha rafforzato i rapporti con l’America Latina, come avvenuto, ad esempio, con lo sviluppo di nuovi partenariati di crescita con i giganti regionali, come il Brasile. In questo spirito Roma ha voluto includere l’America Latina nel nuovo piano per favorire l’export italiano nei Paesi extra-UE ad alto potenziale.
Argentina
Negli ultimi due anni il rapporto tra la premier Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica argentina Javier Milei è stato particolarmente stretto. Nel novembre del 2024 si sono incontrati a margine del G20 di Rio de Janeiro. Il mese dopo, a poche settimane dalla sua visita in Argentina, la presidente del Consiglio ha ricevuto a Palazzo Chigi Milei. In quell’occasione è stata ribadita la comune volontà di rafforzare ulteriormente il già solido partenariato bilaterale, con l’obiettivo di concludere nei prossimi mesi un Piano d’Azione 2025-2030 che consenta di approfondire i già ampi ambiti di cooperazione tra le due Nazioni. Il colloquio ha anche permesso di riaffermare l’importanza attribuita alla cooperazione giudiziaria e a quella di sicurezza, con particolare riferimento alla lotta alla criminalità organizzata transnazionale, nonché la volontà italiana di accrescere la propria presenza economico-commerciale in Argentina, a partire dai settori energetico e ad alto valore aggiunto. I due leader hanno concordato di mantenere uno stretto coordinamento anche sui principali temi dell’agenda internazionale. L’ scorso giugno c’è stato un incontro bilaterale a Palazzo Chigi, dove è stato adottato il Piano d’Azione Italia-Argentina 2025-2030 per rafforzare la cooperazione in settori come energia, spazio e difesa.