Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

Dopo le prove generali negli ultimi due anni, con una decina di lezioni sui temi dell’ecologia, della cultura e della pace, partono il 15 febbraio i corsi della Scuola di Formazione del M5S, guidata dall’ex presidente dell’Inps Paquale Tridico, futuro capolista del Movimento nella circoscrizione Sud alle elezioni politiche di giugno. Del resto le scuole di formazione politica conoscono una stagione di fioritura tra i partiti (vedi Il Sole 24 Ore del 5 e 7 luglio 2023). È ripartita il 27 gennaio a Roma, ad esempio, quella della Lega alla sua nona edizione

Quattro moduli e lezioni online

Il Movimento si sta strutturando sempre più come un partito alla stregua degli altri. Lo dimostra, ad esempio, il primo anno di finanziamento pubblico attraverso il 2 per mille (negli anni precedenti aveva sempre deciso di tenersi fuori, ndr) con 1,8 milioni di introiti. L’obiettivo della scuola M5s è formare la classe dirigente locale. Non a caso il target sono soprattutto i gruppi territoriali: oltre 25mila attivisti che potenzialmente possono accedere ai corsi. Quattro i moduli (Amministrazione degli enti locali e beni comuni; Transizione ecologica e digitale; Economia, lavoro e welfare; Ue e opportunità per gli enti locali). Dodici ore per modulo. Con lezioni online su una piattaforma di e-learning del Movimento. Il tutto da febbraio a fine maggio. Alla conclusione di ciascun modulo chi avrà seguito almeno l’80% delle lezioni potrà accedere al test finale. Il superamento del test finale consentirà il rilascio di un certificato digitale delle competenze acquisite.

I relatori

I relatori? Docenti universitari, ricercatori ed esperti. Tra i nomi di spicco quelli di Marco Causi, ex assessore al bilancio della giunta Veltroni sindaco di Roma, del geologo Mario Tozzi, della direttrice centrale dell’Istat Linda Laura Sabbadini, della sociologa Chiara Saraceno e dell’ambasciatore Pietro Benassi.

Gli altri due format in cantiere

Ma non finisce qui. «Abbiamo altri due format che stiamo mettendo a punto» spiega Tridico. Il primo, che dovrebbe partire in primavera, è rivolto al network dei giovani, con un corso di formazione ad hoc. L’altro è legato al territorio. «L’obiettivo – spiega ancora Tridico – è partire dalle istanze dei referenti per la formazione a livello provinciale o regionale, costruendo insieme corsi di formazione centrati sulle tematiche più sentite a livello locale, utilizzando anche le competenze di esperti del territorio».

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