PARIGI – Nella doppia e suggestiva cornice del Parco dei Principi (lo stadio del Paris Saint-German campione d’Europa di calcio in carica) e del Roland Garros (il tempio del tennis sulla terra rossa), Haier Europe ha tolto i veli alla nuova collezione di apparecchi per la casa intelligente nel corso di un evento internazionale – battezzato non a caso “Champions Meeting” – che ha riunito partner, clienti e media. Non una semplice vetrina di prodotto, come ha detto il Ceo della società, Neil Tunstall, rimarcando la centralità strategica dei marchi Haier e Candy (per il terzo brand del Gruppo, Hoover, non si deve comunque parlare di ridimensionamento, almeno per ora), ma un momento di incontro per raccontare la direzione futura della compagnia e ribadire la visione di una smart home sempre più interconnessa e costruita attorno alle esigenze dell’utente. L’azienda cinese fa dunque un altro passo in avanti ripartendo dalla posizione di forza nel segmento dei grandi elettrodomestici (che la vede da 17 anni consecutivi in testa alle classifiche di vendita su scala globale, con una quota di mercato superiore al 22% in ogni segmento) e puntando su un approccio votato a trasformare l’innovazione in esperienza concreta. Più intuitiva, più personalizzata e sempre più indirizzata al rispetto dell’ambiente, caratteristica quest’ultima che si specchia nell’obiettivo di ridurre del 50% entro il 2030 le emissioni di Co2 legate alle operation in ambito appliance.

L’esperienza nasce da “insight reali”

Il concetto di “Zero Distance to Consumer”, ripetuto più volte in occasione dello show, è lo slogan che sintetizza la volontà di Haier di ridurre la distanza tra i bisogni reali delle persone che vivono la casa e le soluzioni che mette a disposizione la tecnologia, traducendo dati e abitudini (“insight reali”, la definizione usata da Tunstall) in funzionalità intelligenti. In questo contesto, l’ecosistema domestico non è più una mera somma di prodotti di nuova generazione, ma un insieme integrato di piattaforme pensate per adattarsi dinamicamente agli utenti e non viceversa: dalla cucina all’intrattenimento, dalla pulizia dei pavimenti alla cura dei tessuti, ogni comparto della smart home contribuisce a costruire un ambiente connesso, dove AI, sensori e connettività lavorano in sinergia. L’obiettivo finale? Duplice: da un lato semplificare l’utilizzo quotidiano degli apparecchi digitali, dall’altro migliorarne efficienza e sostenibilità. E per sostenere tale messaggio, oltre all’ampliamento del catalogo prodotti, anche un poderoso piano di investimenti in marketing per sostenere il brand a livello europeo tramite eventi, iniziative con gli operatori del canale e sponsorizzazioni (soprattutto in ambito sportivo, tennis e calcio), quantificato nell’ordine dei 500 milioni di euro.

Le nuove Tv: intelligenza artificiale ovunque

Il primo affondo risale alla scorsa estate, quando Haier si è presentata con squilli di tromba (vedi la partnership esclusiva con Dazn, che ha contribuito a circa la metà del venduto totale) nel mercato italiano, secondo Paese dopo la Spagna a salutare l’ingresso in Europa dei televisori del brand cinese. L’evento di Parigi porta in dote la nuova famiglia di smart TV 2026 ed è chiara la strategia di puntare con decisione sulla presenza a bordo dell’intelligenza artificiale e su una copertura pressoché totale delle tecnologie a livello di pannello (Led e QLed, Mini Led e QD-Mini Led e infine gli Oled, con la serie top di gamma serie C90), con formati che spaziano dai 32 ai 115 pollici del modello di punta QD-Mini Led. Il cuore della proposta è l’architettura Homey AI, un sistema proprietario integrato che governa l’intero funzionamento del televisore e analizza in tempo reale i contenuti e le condizioni ambientali per ottimizzare automaticamente i parametri di riproduzione delle immagini e del suono. Ad assicurare le prestazioni dell’apparecchio ci pensa invece il processore SR Ultra Sense co-sviluppato con MediaTek, che coordina le principali funzioni del TV suddivise fra visione, audio (che gode del supporto allo standard Dolby Atmos), gaming e comfort visivo.

Il lavoro degli algoritmi si manifesta infatti su più fronti, a cominciare dal riconoscimento delle scene e conseguente regolazione dinamica di contrasto, colore e movimento; strumenti come AI Scene Detection e AI Object intervengono per migliorare nitidezza e profondità, mentre Homey AI Eye Caring e Homey AI Sound impostano luminosità e parametri dello schermo in base alla luce ambientale e adattano gli effetti sonori in relazione ai contenuti visualizzati, combinandosi con la separazione vocale automatica e il controllo del volume. Particolare attenzione è riservata anche al gaming, grazie alla piattaforma Homey AI Game che configura le impostazioni in base al tipo di gioco (la frequenza di refresh arriva a 144 Hz ed è espandibile fino a 240 Hz). Fra le chicche tecniche c’è da segnalare, infine, la presenza di sistemi audio sviluppati in collaborazione con Kef (per i modelli Mini Led e QD-Mini Led) e Harman Kardon per gli Oled. La direzione che vuole intraprendere Haier per conquistare un posto di rilievo in un’arena popolata da altri marchi cinesi (Hisense e TCL in testa) e contendere a Samsung e Lg porzioni importanti di mercato è in sostanza chiara: trasformare il televisore in un hub centralizzato dell’intrattenimento domestico, sfruttando applicazioni e capacità integrate nella piattaforma Google TV (controllo vocale compreso) e quella con l’app proprietaria hOn, che estende il controllo dell’apparecchio all’interno dell’ecosistema del produttore, abilitando l’utente a gestirne le funzioni principali (e il servizio di assistenza) direttamente da smartphone.

Debutto nel floor care con la famiglia I-Pro Clean

L’ingresso nel segmento della pulizia dei pavimenti con la famiglia I-Pro Clean suona come un passaggio strategico per il marchio Haier per completare l’offerta domestica di prodotti intelligenti. Prestazioni e intelligenza sono i dogmi di una linea di apparecchi il cui elemento distintivo comune si chiama “Double Roller”, sistema che utilizza due rulli sincronizzati per rimuovere lo sporco sia nei movimenti in avanti sia all’indietro, migliorando l’efficacia della pulizia e riducendo il numero di passaggi necessari: la prova live nell’area demo tenutasi nella pancia del Parco dei Principi ha dimostrato che basta un solo passaggio per pulire una superficie lucida imbrattata con un liquido denso e colorato. Questi modelli, confermano i portavoce di Haier, non sono un adattamento dei dispositivi targati Hoover bensì prodotti basati su una piattaforma tecnologica sviluppata ex novo che combina sensoristica avanzata, regolazione automatica della potenza e stazioni di svuotamento automatica.

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