BRUXELLES – L’Unione europea e la Confederazione svizzera hanno firmato lunedì 2 marzo una serie di accordi che dovrebbero consentire alle parti di rinnovare il loro storico partenariato. L’intesa non permetterà a Berna di introdurre limitazioni alla libera circolazione delle persone. Questo aspetto è diventato improvvisamente cruciale poiché il paese sta per votare in un referendum che potrebbe introdurre un tetto al numero di residenti (10 milioni).
Prima di tutto il pacchetto di accordi mette mano a quattro intese già esistenti, e relative al trasporto aereo, al trasporto su strada o rotaie, alla libera circolazione delle persone, e al mutuo riconoscimento delle attestazioni di conformità. In secondo luogo, il pacchetto di intese va a regolare tra le altre cose l’accesso della Svizzera al mercato energetico europeo, la partecipazione di Berna alla politica spaziale, nuovi impegni nella sicurezza alimentare e un contributo svizzero più equo nella politica di coesione.
Nella documentazione pubblicata dopo la firma delle intese, la Commissione europea ha assicurato: «La Svizzera applicherà il diritto dell’Unione vigente e futuro in materia di libera circolazione delle persone e distacco dei lavoratori e sarà quindi soggetta alle stesse norme degli Stati membri. La Svizzera non avrà la possibilità di porre un limite alla libera circolazione. La clausola di salvaguardia esistente è stata concretizzata e definita attraverso un processo congiunto».
Berna ha strappato due eccezioni. Un permesso di residenza permanente dopo cinque anni di presenza nella Confederazione svizzera sarà concesso dalla Svizzera solo alle persone economicamente attive e ai membri delle loro famiglie. Il governo svizzero avrà piena libertà per quanto riguarda l’espulsione di cittadini europei, nei casi previsti dalla legge. Quanto agli studenti, svizzeri ed europei saranno trattati nello stesso modo quanto alle rette.
Come detto, la Svizzera sta organizzando un referendum, che si terrà in giugno, e che porrà all’attenzione degli elettori la possibilità di mettere un tetto al numero di residenti (attualmente sono 9,1 milioni). Se il limite dovesse toccare i 9,5 milioni, il governo sarebbe chiamato a bloccare l’ingresso di nuovi immigrati, anche i richiedenti l’asilo. Nel caso il limite dovesse salire oltre i 10 milioni, il progetto di legge prevede che verrebbero introdotte ulteriori restrizioni.
