
Invecchiamento e longevità significano anche malattie croniche e non autosufficienza. Lo Stato sempre più sovraccarico fatica a garantire prestazioni adeguate e inevitabilmente aumenta la spesa a carico delle famiglie (45,7 miliardi nel 2024) e il ricorso a soluzioni assicurative.
Il bisogno di salute e di cure spinge infatti anche il ramo delle polizze sanitarie. Ormai le coperture assicurative sono una costante nei contratti di lavoro consentendo, mediante polizze collettive, l’accesso, anche ai malati cronici, a costi calmierati. Ma si sta risvegliando anche il mercato delle “più costose” polizze individuali.
Così da alcuni anni il ramo malattia sta registrando importanti tassi di crescita: i volumi sono passati da circa 3,3 miliardi di euro del 2021 a quasi 5,3 miliardi di euro che si stimano per il 2025, con una crescita del 60% in quattro anni. «Tale incremento è attribuibile in maniera molto più rilevante ai prodotti di natura individuale (polizze salute acquistate dai singoli individui per le esigenze proprie e del nucleo familiare) rispetto alle forme collettive– spiega Stefano Frazzoni, senior partner head of insurance wealth&asset management area di Prometeia –: il peso della componente individuale è cresciuto di 10 punti percentuali (dal 32% del 2021 al 42% del 2024), con un incremento di raccolta di quasi il 90 per cento».
A contribuire a questo trend sono certamente più fattori, sia di domanda dei cittadini sia di offerta delle compagnie assicurative. «Dal lato della domanda è innegabile che, dopo il Covid, la sensibilità ai temi della salute sia cresciuta in maniera costante, così come la percezione della spesso inadeguata risposta offerta dal Ssn, plasticamente rappresentata dal fenomeno dei tempi di attesa», sottolinea Frazzoni.
Ma quali sono le caratteristiche delle polizze offerte? «Abbiamo assistito a due importanti driver di sviluppo: da un lato un diffuso repricing dei prodotti (rialzo dei premi, ndr), necessario sia per compensare l’incremento dei costi delle prestazioni sanitarie (che è risultato più forte dell’inflazione generale) sia a fronte di un generalizzato incremento dell’utilizzo delle garanzie e dunque del numero di prestazioni mediamente richieste dagli assicurati. Ma forse l’elemento più rilevante è rappresentato dall’attivazione commerciale dell’offerta, soprattutto in termini di nuove soluzioni proposte, sia dai canali agenziali tradizionali sia – questo l’elemento di maggiore novità – anche dalla distribuzione bancaria – continua Frazzoni –. Basti pensare che, dal 2022 a oggi, hanno debuttato sul mercato quasi 50 nuovi prodotti assicurativi salute di tipo individuale, che hanno rappresentato poco meno della metà di tutte le nuove soluzioni danni non auto lanciate nel periodo».