Storie Web domenica, Aprile 21
Notiziario

Meno liquidità sui conti correnti per 61 miliardi e ricerca di maggiori rendimenti anche a costo di rischi più elevati: nei primi nove mesi del 2023 tra azioni, titoli obbligazionari e fondi comuni le famiglie italiane hanno accumulato oltre 144 miliardi in più sotto forma risparmio, con una crescita che si aggira, rispetto al 2022 , a poco meno del 45% per i titoli obbligazionari, all’1,69% per i fondi comuni e all’’1,35% per il comparto azionario. Nel corso del 2023 la ricchezza finanziaria degli italiani è cresciuta di quasi 80 miliardi di euro ed è arrivata a quota 5.216 miliardi (+552 miliardi rispetto al 2019). Sono i risultati di una ricerca della Fabi, la Federazione autonoma bancari italiani.

Nei conti correnti il 30% del risparmio degli italiani

Nei primi nove mesi del 2023, sono 77,6 i miliardi complessivamente accumulati nelle tasche delle famiglie italiane (+1,51% rispetto a fine 2022) con un cambio di tendenza nelle scelte finanziarie che non sono solo il frutto di minore precauzione ma anche della modesta remunerazione sui depositi bancari. Il peso del contante che giace nei conti bancari resta però ancora elevato. Depositi e conti correnti rappresentano ancora la fetta più grande della ricchezza accantonata – pari al 30% circa del totale – ma segnali di incoraggiamento agli investimenti arrivano da più fronti.

La liquidità sopra quota 1.500 miliardi

La ricchezza detenuta dagli italiani sotto forma di liquidità supera i 1.500 miliardi di euro ma si registra un’inversione di tendenza rispetto al passato: la liquidità vale circa 60,9 miliardi in meno rispetto al 2022, pari a -3,73%, rispetto a una crescita media annua del 4,1% registrata dal 2019.

Bond e titoli di Stato in crescita di 115 miliardi

I titoli obbligazionari si sono incrementati di 115,2 miliardi dal periodo pre-Covid: rappresentano oggi il 7,2% del portafoglio finanziario complessivo delle famiglie, mentre attraevano circa il 5,8% nel 2019 e hanno fatto registrare un incremento dei volumi del 44,3% nel corso dei primi nove mesi del 2023.

A crescere maggiormente in valore assoluto è stata la componente degli investimenti obbligazionari a medio-lungo termine (+93,6 miliardi rispetto a fine 2022). Gli investimenti in obbligazioni a breve termine sono cresciuti in meno di un anno di quasi 21,6 miliardi, passando dai 6,2 miliardi ai quasi 27,8 miliardi. La fotografia completa dei risparmi mostra un saldo più ricco anche per gli investimenti in titoli azionari: l’accelerazione dei mercati che ha caratterizzato soprattutto l’ultima parte del 2023 ha comportato un aumento della ricchezza finanziaria allocata in azioni di 17,8 miliardi in termini di volumi. L’allocazione di risorse accantonate per il comparto si attesta nel 2023 a 1.339,2 miliardi di euro, confermando una componente crescente del portafoglio di impieghi del risparmio rispetto al passato (25,7%).

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