
Il Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo prepara lo sbarco a New York. Secondo le informazioni in nostro possesso, nei prossimi mesi sarà aperto un punto vendita a Soho, uno dei quartieri simbolo del retail internazionale. Un progetto che punta a portare nel cuore di Manhattan il pescato siciliano e i prodotti trasformati – conserve, semiconserve, affumicati, prodotti congelati – facendo compiere alla filiera ittica dell’Isola un salto di scala commerciale e culturale.
L’iniziativa è sostenuta dall’Assessorato regionale alle Attività produttive guidato da Edy Tamajo ed è seguita operativamente dal direttore generale del Dipartimento, Dario Cartabellotta. La regia istituzionale si intreccia con una strategia di internazionalizzazione che il Distretto porta avanti da tempo, con un focus specifico sugli Stati Uniti. Per il via libera definitivo mancano solo pochi dettagli operativi.
Il Distretto, con sede a Mazara del Vallo, è l’organismo pubblico di riferimento della filiera ittica siciliana: pesca artigianale e industriale, trasformazione, acquacoltura. Riconosciuto dalla Regione Siciliana come organismo di ricerca, è interlocutore della politica e delle istituzioni sui temi della sostenibilità, della tracciabilità e dell’innovazione. Comprende 134 imprese e coinvolge 2.200 occupati; accanto ai soggetti produttivi operano 46 enti, associazioni e istituti di ricerca, formando un ecosistema integrato che genera un fatturato tra i 256 e i 265 milioni di euro l’anno, di cui oltre 60 milioni dall’export in più di 20 Paesi. In media, il 50% del valore dei prodotti ittici siciliani viene esportato.
All’interno del Distretto è attivo anche l’Osservatorio della Pesca nel Mediterraneo, piattaforma scientifica che rileva dati fondamentali per pianificazioni e interventi territoriali. Una struttura che rafforza la credibilità del progetto newyorkese, fondandolo su numeri e analisi di mercato.
Il progetto americano non nasce improvvisamente. In precedenti comunicazioni ufficiali del Distretto, il presidente del Distretto Nino Carlino aveva già delineato nei mesi scorsi la traiettoria verso il mercato statunitense: «Le aziende già strutturate attendono i primi prodotti sul mercato americano – aveva spiegato -: conserve, semiconserve, congelati». E ancora: «L’obiettivo è di essere operativi al 100% entro il 2026».