Storie Web domenica, Febbraio 1
Cure essenziali: dentista, mal di testa cronico  e psoriasi ancora fuori dal perimetro della sanità pubblica

Il nodo odontoiatria

«Tra i nodi strutturali – ha proseguito Aceti – emerge con forza il tema dell’odontoiatria, oggi in gran parte fuori dal perimetro del Servizio sanitario nazionale e a carico dei redditi delle famiglie. È necessario avviare una riflessione seria sull’ampliamento dell’offerta pubblica, ricordando che la salute orale è parte integrante del diritto alla salute».

Tariffe in stallo

Preoccupazione anche sull’attuazione concreta dei Lea. «I Lea vigenti e questo nuovo aggiornamento – ha spiegato Aceti – a seguito dell’annullamento del Decreto tariffe da parte del Tar Lazio, rischiano di essere cancellati se non si provvederà alla stesura e all’approvazione entro settembre 2026 di un nuovo Decreto tariffe. Per questo è fondamentale garantire in questo iter un coinvolgimento tempestivo delle Regioni, che secondo quanto emerso non sarebbero ancora pienamente ingaggiate sul testo e sulle coperture finanziarie».

Ulteriore elemento critico sottolineato nell’audizione, riguarda l’impatto finanziario e le coperture dell’aggiornamento Lea, costruiti sulla base di un decreto tariffe poi annullato dal Tar: «Quando le tariffe verranno ridefinite – ha aggiunto il presidente di Salutequità – i costi potrebbero non coincidere più con quelli stimati e riportati nella relazione tecnica del provvedimento, aprendo nuovi margini di contestazione».

«Un’Aifa per i Lea»

Salutequità ha sollecitato anche una riforma del meccanismo di aggiornamento dei Lea, giudicato troppo lento e burocratico, non al passo con i bisogni dei cittadini, le innovazioni tecnologiche, organizzative e professionali del Ssn. La proposta è istituire un’autorità stabile e indipendente, sul modello di Aifa, capace di garantire un aggiornamento continuo sulla base delle migliori e più aggiornate evidenze scientifiche. Anche perché le norme prevedono un aggiornamento annuale dei Lea e lo stanziamento di ingenti risorse, che non possono essere sprecate.

Check insufficienti

Altro scoglio evidenziato è l’applicazione a macchia di leopardo dei Lea e l’inadeguatezza del sistema di monitoraggio: «A fronte di oltre 142 miliardi trasferiti alle Regioni per la sanità – ha sottolineato ancora Aceti – il rispetto dei Lea viene valutato con appena 27 indicatori di performance, ritenuti insufficienti e troppo rigidi».

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