Una piattaforma online, completamente gratuita, che i professionisti sanitari e le organizzazioni di cura potranno utilizzare come uno strumento di autovalutazione per analizzare la capacità dei propri percorsi cardiovascolari di resistere a situazioni critiche e identificare soluzioni concrete per rafforzarne la resilienza. E’ il progetto europeo Resil-Card, pensato con l’obiettivo di aiutare ospedali e sistemi sanitari a prepararsi a crisi come pandemie, conflitti o grandi emergenze. Oggi come mai, sottolineano dalla Società italiana di Cardiologia interventistica (Gise), si tratta di un progetto fondamentale.Il perché è presto detto: in uno scenario internazionale sempre più complesso, le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte in Europa e richiedono continuità assistenziale anche quando i sistemi sanitari sono messi sotto pressione da crisi improvvise.
La piattaforma
La piattaforma Resil-Card sarà presto on line dopo tre anni di lavoro. Sviluppata nell’ambito di un’iniziativa finanziata dal programma europeo EU4Health con l’obiettivo di supportare le organizzazioni che erogano cure cardiovascolari nel rafforzare la propria preparazione, migliorare il coordinamento dei servizi e proteggere gli esiti di salute dei pazienti nei momenti di crisi, sarà disponibile nelle prossime settimane attraverso un accesso dedicato sul sito Gise, riservato ai professionisti sanitari. Offrirà un quadro strutturato di autovalutazione che consente ai team sanitari di analizzare il livello di preparazione dei servizi cardiovascolari e di individuare azioni concrete per garantire la continuità delle cure quando i sistemi sanitari si trovano ad affrontare situazioni di forte pressione o interruzione delle attività.
Sistemi da potenziare
«Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morte in Europa – spiega Alfredo Marchese, direttore dell’Unità di Cardiologia interventistica dell’Ospedale Santa Maria di Bari e presidente della Società italiana di Cardiologia interventistica (Gise), in rappresentanza dell’Italia che ha partecipato al progetto –. Per questo la continuità e la resilienza dei percorsi di cura sono considerate una priorità di salute pubblica. Nonostante i progressi nella diagnosi e nei trattamenti, le crisi degli ultimi anni – dalle pandemie all’instabilità geopolitica – hanno evidenziato la vulnerabilità dei sistemi sanitari e la difficoltà nel garantire la continuità dell’assistenza in contesti di emergenza».
«Le cure cardiovascolari devono rimanere disponibili indipendentemente dalle difficoltà che i sistemi sanitari possono affrontare – prosegue William Wijns, professore di Cardiologia interventistica all’Università di Galway e coordinatore del progetto We Care-Resil-Card –. Lo strumento Resil-Card offre ai team sanitari un modo pratico per valutare il proprio livello di preparazione, individuare opportunità di miglioramento e garantire che i pazienti continuino a ricevere cure salvavita quando è più necessario». Mentre come osserva Ariadna Sanz, Health Policy Manager del Catalan Health Service (CatSalut), «Ai sistemi sanitari oggi è richiesto di operare in un contesto sempre più complesso e imprevedibile. Strumenti come Resil-Card aiutano a spostare l’attenzione dalla semplice risposta alle crisi alla costruzione proattiva di percorsi di cura cardiovascolari solidi e adattabili, in grado di proteggere i pazienti nel lungo periodo».
Un lavoro di squadra
Lo sviluppo dello strumento Resil-Card si basa su un processo multidisciplinare che ha coinvolto esperti cardiovascolari, professionisti sanitari, specialisti di sanità pubblica, organizzazioni di pazienti e rappresentanti delle politiche sanitarie provenienti da diversi Paesi europei. Il lavoro ha incluso revisioni della letteratura scientifica e analisi dei modelli esistenti di preparedness sanitaria, oltre a consultazioni con numerosi stakeholder e workshop di co-creazione. Le esperienze reali dei professionisti sanitari e dei rappresentanti dei pazienti sono state integrate durante tutto il processo di sviluppo, con l’obiettivo di garantire che lo strumento rispecchi le condizioni concrete in cui vengono erogate le cure cardiovascolari. Il percorso metodologico ha previsto anche fasi iterative di test e validazione che hanno permesso di perfezionare lo strumento e di verificarne la solidità scientifica e l’utilità pratica per l’utilizzo quotidiano da parte dei team clinici. «Fin dall’inizio Resil-Card è stato sviluppato insieme a clinici, rappresentanti dei pazienti ed esperti dei sistemi sanitari per garantire che rispecchiasse la pratica reale – dichiara Niek Klazinga, professore emerito di medicina sociale presso l’Amsterdam University Medical Centre –. Il risultato è uno strumento che unisce rigore scientifico e applicabilità pratica, consentendo ai team sanitari di trasformare il concetto di resilienza in azioni concrete».
Come funziona
