Storie Web lunedì, Febbraio 16
Cuore danneggiato: il bimbo ricoverato a Napoli sarebbe ancora trapiantabile

Il bimbo ricoverato in gravissime condizioni da due mesi all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato “oggi sarebbe ancora operabile, qualora ci fosse la disponibilità di un organo”. E’ l’esito della riunione dei primari, che domani faranno una nuova valutazione, così come riferito dalla mamma del bambino immediatamente dopo il consulto.

Nei giorni scorsi l’ospedale Bambino Gesù di Roma aveva fatto sapere che il bambino ricoverato a Napoli “non sarebbe più trapiantabile”.

Schillaci: “Dobbiamo fare chiarezza”

“Dobbiamo assolutamente far chiarezza – ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci -. Lo dobbiamo al bambino, alla famiglia, ma lo dobbiamo anche a tutti gli italiani, perché il nostro è un servizio sanitario nazionale pubblico di eccellenza, è un servizio sanitario che è in grado di gestire situazioni complesse e di risolverle quasi sempre. Quindi io credo che i cittadini non debbano perdere la fiducia”.

Il ministro ha ricordato che sono in corso inchieste di due procure mentre i Nas sono già stati nei due siti coinvolti a Bolzano, da dove è partito il cuore, e a Napoli dove è stato trapiantato.” E poi ci sono gli ispettori del ministero che stanno raggiungendo le due sedi coinvolte – ha aggiunto Schillaci -. Quindi aspettiamo il lavoro degli inquirenti, dei Nas e poi anche quello degli ispettori del ministero prima di trarre conclusioni. Abbiamo fiducia nella magistratura, nei carabinieri del Nas. Gli ispettori del ministero faranno il loro dovere, come hanno sempre fatto in tante situazioni. Poi trarremo le conclusioni. Per il momento ribadisco che siamo vicini al bambino, alla sua famiglia e speriamo ancora che si possa trovare una soluzione per questo piccolo paziente che sta soffrendo”.

Il cuore trasportato in un box di plastica comune

Secondo i primi accertamenti il cuore danneggiato trapiantato all’ospedale Monaldi avrebbe viaggiato dall’ospedale San Maurizio di Bolzano a Napoli in un contenitore di plastica comune a cui era stato applicato ghiaccio secco. Secondo una prima ipotesi, però, il problema sarebbe legato non tanto all’utilizzo di un contenitore in plastica al posto di un box tecnologico, bensì l’applicazione di ghiaccio secco (che raggiunge temperature di -80 gradi) al posto del ghiaccio classico (-4 gradi). Le temperature nettamente più basse potrebbero aver causato le lesioni al piccolo cuore.

Condividere.
Exit mobile version