
Santanchè: «Obiettivo storico»
Un «obiettivo storico» secondo la ministra del Turismo Daniela Santanchè: «Si tratta del riconoscimento mondiale di un modello culturale che è parte integrante della nostra identità nazionale e, allo stesso tempo, un asset strategico di grande rilevanza per il tessuto economico italiano. Il successo delle nostre eccellenze culinarie risiede in un apparato vincente e inossidabile in cui tutti gli elementi operano in sinergia. Il suo cuore è la convivialità e il valore sociale, che lega famiglie e comunità e che si unisce indissolubilmente alla ricchezza dei nostri territori, promuovendo la tutela dei prodotti locali».
«È proprio questa armonia tra società, territorio e qualità – ha aggiunto Santanchè – a costituire un vero e proprio fattore distintivo di qualità per l’intero sistema Italia e un potente strumento di promozione, tanto che Enit ha lanciato il progetto “Italia Gourmet Bus”, per celebrare la cultura enogastronomica e l’attrattività turistica italiana nelle principali capitali europee, e che si concluderà questa settimana a Roma. La nostra offerta enogastronomica è già un pilastro imprescindibile dell’industria turistica. Il comparto ha generato un fatturato di oltre 40 miliardi di euro nel 2024, segnando una crescita del 12% rispetto all’anno precedente».
Lollobrigida: «La nostra tradizione diventa valore universale»
«L’Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale – ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – Il riconoscimento celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione. La Cucina Italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione. È la festa delle famiglie che tramandano sapori antichi, degli agricoltori che custodiscono la terra, dei produttori che lavorano con passione, dei ristoratori che portano nel mondo il valore autentico dell’Italia. A loro e a chi ha lavorato con dedizione a questa candidatura va il mio più profondo ringraziamento».
Giuli: «La cucina italiana rispecchia la civiltà italiana»
«Con l’ingresso della cucina italiana nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità – ha detto invece il ministro della Cultura Alessandro Giuli – l’Italia riconosce e valorizza un bene collettivo che racconta le nostre radici, la nostra identità, le comunità e la biodiversità dei territori. Il riconoscimento da parte dell’Unesco segna un traguardo storico: a essere tutelato non è un singolo piatto, ma l’intero sistema della cucina italiana, inteso come patrimonio vivente fatto di pratiche, ritualità, rispetto della stagionalità e trasmissione di saperi intergenerazionale”.
La cucina, quindi, «conferma il suo valore identitario, culturale e sociale – ha aggiunto Giuli – nonché il suo ruolo nella costruzione di una memoria collettiva condivisa. Soltanto il fatto che il nostro stare a tavola, il nostro modo, peculiarmente italiano, di stare insieme, sia erede di tante ritualità, che il nostro ’pranzo della domenica’ i nostri momenti conviviali in occasione delle feste, siano elementi di una tradizione antichissima e in evoluzione continua, dice tutto. I nostri piatti sono espressione dei nostri territori, delle nostre radici familiari, che attraversano le generazioni. La cucina italiana rispecchia la civiltà italiana».